Ecotech, l’allarme dei sindacati: a Fiumicino caos e deregolamentazione

Gli ex lavoratori licenziati hanno manifestato ieri davanti ai terminal 3 dell'aeroporto

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Hanno manifestato ieri mattina davanti ai terminal 3 partenze dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, a Fiumicino, gli ex lavoratori di Ecotech, la società che forniva il servizio di pulizie a bordo per due handler dello scalo. Una protesta contro il licenziamento di novanta dipendenti avvenuto dopo la cessione di un ramo di azienda effettuata dalla National Cleanness srl. Il corteo ha preso il via intorno alle 10,30 e ha visto i lavoratori bloccare per circa mezz’ora la strada davanti al terminal dell’aeroporto e per poi dirigersi in corteo fino alla direzione degli uffici direzionali Adr. Proprio qui dall’inizio della settimana i dipendenti hanno dato il via a un presidio che andrà avanti fino a quando non ci saranno notizie certe sul futuro dei lavoratori e sul pagamento degli stipendi arretrati.

L’ALLARME DEI SINDACATI

“La manifestazione a sostegno della ricollocazione dei lavoratori licenziati dalla Ecotech – hanno spiegato in una nota le segreterie regionali e provinciali di Filt Cgil Fit Cisl Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo – che dovrebbero beneficiare della piena applicazione della clausola sociale, è la prova della deregolamentazione che regna sovrana sul sistema aeroportuale di Fiumicino”. “I lavoratori di Ecotech sono circa 90 – proseguono i sindacati – ma non dobbiamo dimenticare i 240 lavoratori di AMS (Alitalia Maintenance Systems) la cui indennità di mobilità è ormai esaurita e i 60 di Caffè Colonna, che già beneficiano di ammortizzatori sociali”. “Sembra inverosimile – spiegano – ma stiamo parlando dell’Aeroporto di Fiumicino che pochi giorni fa inaugurava il nuovo avancorpo, vantando un aumento sostanziale del numero dei passeggeri con conseguente incremento di posti di lavoro”.

“Di contro – affermano i sindacalisti – nello stesso momento, circa 400 lavoratori (con conseguenti famiglie a carico) perdono il posto di lavoro e conseguentemente vanno a gravare sulle casse pubbliche, dato che il sistema, invece di garantire loro l’occupazione, li mette in mobilità, che da una parte garantisce loro un temporaneo sostentamento, dall’altra toglie loro la dignità del lavoro e dell’occupazione”.

“Crediamo – continuano ad argomentare i rappresentanti sindacali – sia giunta l’ora affinché le istituzioni, da noi più volte sollecitate a prendersi carico dei problemi dello scalo di Fiumicino, si adoperino fattivamente per ricercare, insieme alle scriventi parti sociali, soluzioni di sistema atte a garantire il giusto equilibrio tra crescita infrastrutturale e salvaguardia dei posti di lavoro”. “Questo – concludono gli esponenti sindacali – potrà evitare il generarsi di situazioni paradossali come quelle ivi denunciate, evitando quindi anche inutile sperpero di danaro pubblico”.