Primarie Pd a Cerveteri, intervista a Franco Borgna

La sfida parte dal ritorno della democrazia. Quattro domande al candidato sindaco

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di ALBERTO SAVA

Archiviata la fase del confronto congressuale, i ‘democrat’ ceretani sono già nel vivo delle primarie interne, che si disputeranno il prossimo 19 marzo tra Juri Marini (43 anni) e Franco Borgna (61 anni). La partita è aperta, ed ancora tutta da giocare. Oggi incontriamo uno dei due protagonisti della competizione che riporterà alle urne i tesserati del Pd, e quanti si sono recentemente iscritti all’albo degli elettori, proprio per poter partecipare alle primarie, indette per scegliere il candidato sindaco che il Partito Democratico schiererà per competere con il primo cittadino uscente, e che potrebbe anche doversi cimentare in una successiva tornata di primarie di coalizione. Ma questa è al momento un’ipotesi neanche contemplabile, dato lo stato embrionale di tutto lo scacchiere elettorale e l’imminenza del ritorno alle urne. La prima delle interviste dedicate ai candidati è rivolta ad un cerveterano doc, come lui stesso ama definirsi. Franco Borgna, sposato con quattro figlie, centauro per passione, vive in Umbria, a Montefalco, da qualche anno, ma la sua attività di imprenditore pendolare si svolge sempre a Cerveteri. Entrato in politica giovanissimo nelle file della Democrazia Cristiana di sinistra, i cosiddetti ‘basisti’, nel 1993 è stato eletto segretario locale del partito. È stato in seguito segretario del neonato Partito Democratico di Cerveteri e di Montefalco. Per due brevi periodi, quattro mesi con la giunta Brazzini e circa un anno con la giunta Ciogli, ha ricoperto il ruolo di assessore ai Lavori Pubblici.

Cosa significa partecipare alle Primarie del Pd?
La partecipazione alle primarie dovrebbe essere il sogno o l’obbiettivo di chiunque partecipi alla vita politica di un partito. Immaginiamoci il sogno di un bambino che tira i calci al pallone in un oratorio… giocare al Santiago Bernabeu con il Real Madrid…

Qual è la proposta politica per Cerveteri di Franco Borgna?
La prima proposta politica per Cerveteri che mi viene in mente è quella di far ritornare la vera politica pluralistica al centro dell’attenzione e cioè dare la possibilità a tutte quelle persone capaci di gestire un paese importante come il nostro nella più piena autonomia professionale. Spesso e volentieri chi ha il potere tende ad imporre, come diceva Steve Jobs: “assumere persone intelligenti e dargli degli ordini non ha nessun senso. Noi assumiamo persone intelligenti affinché siano loro a dirci cosa fare”.

Parliamo dei punti qualificanti del programma che presenterà agli elettori iscritti a votare per le primarie del Pd locale?
Ne voglio citare solo tre, anche se ci sarebbe da scrivere per mezzora, il primo sforzo che noi dobbiamo fare è l’affannosa ricerca di lavoro cioè programmare la città affinché questa di possibilità di sviluppo duraturo secondo le peculiarità del territorio. La seconda, che in parte si collega con la prima, è il far ricadere in termine di lavoro il flusso turistico che in questi anni è aumentato ma che non ha prodotto nulla come ricaduta economica. Per terza la risistemazione del tessuto urbano e cioè dare una bella pulizia alla città che è stata trascurata e lasciata in stato di abbandono. Chiaramente tutte e tre le cose sono da intendersi anche nelle splendide frazioni del nostro comune.

Può fare una sua valutazione sull’Amministrazione civica uscente?
A mio parere questa Amministrazione ha fatto di positivo solo in parte la cura del sito Unesco ma senza cercare di cogliere tutte le opportunità che questo dava. Teniamo anche conto che alcune cose realizzate provenivano dall’intuizione della passata Amministrazione a guida del sindaco Gino Ciogli. Per quanto poi avevano promesso in campagna elettorale ben poco è stato fatto e comunque con estremo ritardo ed alcune cose anche contro i loro stessi programmi, cito ad esempio il centro commerciale da realizzarsi all’interno dell’area artigianale che ha solo prodotto la diminuzione dei 2/3 delle superfici da adibire ad aree produttive togliendo la possibilità di realizzare quelle strutture che gli artigiani aspettavano da 40 anni e ad oggi non si sa ancora quando si poserà la prima pietra. Questa Amministrazione si può ricapitolare in poche parole: l’Amministrazione dell’apparire invece dell’essere. Tanto fumo e poco arrosto…

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