Elezioni a Cerveteri, un referendum contro Pascucci e i progetti urbanistici

I1 candidato sindaco del Pd Juri Marini interviene su alcuni fatti in chiaro scuro. Il presidente del consiglio Orsomando messo in una delicata posizione politica

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Cerveteri elezioni Pd Juri Marini

di ALBERTO SAVA

Qualche giorno fa ci sarebbe stata una bagarre durante la convocazione del prossimo Consiglio comunale. A quanto pare, sarebbe emersa come data utile per la prossima assise il 28 aprile, data poi confermata dal presidente del consiglio, Salvatore Orsomando. Poco dopo, però, la maggioranza si sarebbe accorta che quel giorno ricadeva nella cosiddetta “normale amministrazione”, ossia quei 45 giorni prima del voto nei quali non è più possibile adottare alcun atto straordinario. E poiché avevano in mente di approvare, proprio nell’ultimo Consiglio utile, la variante al Piano regolatore, ovvero l’atto più importante per il futuro di un Comune, avrebbero aggredito verbalmente il presidente del Consiglio per indurlo a cambiare giorno e anticipare quindi il Consiglio. Una pressione fortissima su Salvatore Orsomando, il quale se dovesse capitolare davanti alle pressioni del sindaco si troverebbe in una grave posizione politica.

L’INTERVENTO DI JURI MARINI, CANDIDATO DEL PD DI CERVETERI

Su questi fatti interviene il candidato sindaco del Partito Democratico Juri Marini che dichiara: “In effetti tutti hanno notato come, in queste ultime settimane, l’Amministrazione uscente abbia cominciato a correre in modo forsennato per riuscire a realizzare in tempo una serie di progetti urbanistici particolarmente pesanti e invasivi. Compresa, appunto, la variante al Prg, che sarebbe servita per dare una sorta di copertura di legittimità a molte di quelle iniziative. Ma al di là della clamorosa gaffe sull’indicazione del giorno sbagliato, quello di cui non si sono resi conto (o forse sì, e per questo corrono) è che i loro progetti non piacciono a nessuno. La città non li vuole e proprio per questo le prossime elezioni finiranno per rappresentare anche una sorta di referendum sui loro discutibilissimi progetti. A dispetto delle loro belle promesse, adesso vogliono costruire un cimitero privato (e noi invece siamo contrari), vogliono cancellare due terzi della Zona Artigianale per farci un mega centro commerciale (e noi invece siamo contrari), proseguono in un approccio per nulla trasparente sulla questione Campo di Mare (e noi invece siamo per la più ampia trasparenza), vogliono approvare nuove zone d’espansione, che tradotto significa ancora nuove case senza ricevere nulla in cambio per la città (e noi invece siamo per l’urbanistica contrattata)”.

“Trovo quindi piuttosto scorretta, dal punto di vista politico, questa accelerazione quasi ossessiva – conclude -. Fra un mese e mezzo, se avranno di nuovo la fiducia dei cittadini, potranno liberamente e legittimamente portare a termine tutto ciò che vogliono. Altrimenti, se i cittadini sceglieranno altri, è giusto che questi altri abbiano la possibilità di realizzare politiche diverse dalle loro. Questa loro forzatura svela probabilmente la profonda preoccupazione di non farcela, la consapevolezza di essere arrivati al capolinea. Confido quindi che il Presidente del Consiglio mantenga la parola e non modifichi la data che avrebbe già verbalizzato, non per fare dispetto a qualcuno, ma per dimostrare fino in fondo la serietà e l’indipendenza del ruolo che ha ricoperto per tutta la consiliatura e consentire ai cittadini, con il voto, di poter scegliere che tipo di futuro dare alla città”.

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