Cerveteri, Orsomando contro Pascucci: si infiamma lo scontro istituzionale

Convocazione sul Prg: il Presidente del Consiglio rigetta le accuse del sindaco e informa dei fatti la Magistratura e il Prefetto Basiloni

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alessio pascucci salvatore orsomando

di ALBERTO SAVA

Non si placa lo scontro istituzionale sulle date fissate per i prossimi due consigli comunali. In un precedente articolo vi abbiamo dato contro dell’arrivo dei carabinieri in comune a Cerveteri chiamati durante un confronto ad alta tensione per determinare la delicatissima data del consiglio comunale (legalmente utile) per inserire il Prg all’ordine del giorno.

Continua lo scontro a distanza, a colpi di email, diffide e comunicati stampa, tra il sindaco Alessio Pascucci ed il presidente del Consiglio Salvatore Orsomando, che di seguito interviene scrivendo: “Preg.mo Sig. Sindaco Alessio Pascucci, sono vivamente dispiaciuto, per quanto da Lei lamentato nell’email citata in oggetto, di cui respingo sin da ora i contenuti riportati nella stessa per la loro interezza, in riferimento ai suoi tentativi di contattarmi telefonicamente  in data 20 aprile 2017 di cui ho preso contezza soltanto qualche ora fa avendo avuto, non solo problematiche tecniche all’apparato che era stato lasciato presso la mia abitazione, ma anche importanti impegni lavorativi e familiari.

Sono sorpreso dalla sua descrizione dei fatti che ritengo fuorviante ed estremamente di parte pretendendo di scaricare sul Presidente del Consiglio Comunale le vere responsabilità per l’inerzia che contraddistingue, in atto, l’ attività politica ed amministrativa del Sindaco e della giunta e, sinceramente,  Le esterno le mie perplessità per questo suo andare fuori le righe e voler prevaricare, a tutti i costi con diffide e solleciti, ruoli istituzionali i cui compiti e obblighi sono ben delineati e regolamentati dallo Statuto, dal Regolamento Comunale, dal TUEL e dalla normativa di riferimento vigente e che, quindi, non rispondono ad una sua personale convinzione o interpretazione.

Allo stato dei fatti meraviglia, e non poco, questo suo comportamento che considero antistituzionale, quasi a cercare, ipotizzando di incolpare il Presidente del Consiglio, un capro espiatorio o una giustificazione per non aver conseguito chissà quale obiettivo politico o per aver programmato in ritardo la sua azione amm.va come, allo stesso tempo, distribuendo patenti di inadeguatezza e dando lezioni, quasi da arbiter elegantiarum, Lei si permette di “ricordare” ed esprimere pareri così denigratori evidenziando una reazione che coglie di sorpresa per quanto possa rivelarsi priva del necessario garbo istituzionale verso la figura che presiede il civico consesso cui è stato fatto capire che, in assenza di una tempestiva convocazione dell’assemblea o del  immediato rispetto delle richieste “diffidate e sollecitate”, si sarebbe potuta investire della questione anche un’autorità superiore e, tutto ciò, malgrado la correttezza delle azioni amministrative, espresse dallo scrivente, avvenute con zelo, abnegazione e trasparenza per le dovute convocazioni nel rispetto del dettato normativo e dei Regolamenti in essere.

Mi corre l’obbligo sottolineare che il sottoscritto non potrà mai passare alla storia come ‘il Presidente di un Consiglio Comunale che non si è mai riunito’ proprio perché ha fatto sempre il proprio dovere istituzionale. Naturalmente, come anticipato in premessa, respingo tutte le sue illazioni e accuse nella loro interezza, ricordandole che non vi è stata, da parte mia, nessuna decisione unilaterale come non si è contravvenuto al buon senso e a nessuna norma e che le responsabilità della scelta e tutte le eventuali ripercussioni sull’Ente sono una diretta conseguenza della sua ritardata programmazione e condotta politico-amministrativa.

Egregio Sindaco, come Lei ben sa, il ruolo del presidente del consiglio comunale è strumentale non già all’attuazione di un indirizzo politico di maggioranza, come Lei vorrebbe far credere, bensì al corretto funzionamento dell’organo stesso e, come tale, non solo è neutrale, ma non può restare soggetto al mutevole atteggiamento fiduciario e politico della maggioranza stessa o a urgenti esigenze frutto di decisioni personalistiche oltre che discutibili e quindi, nel caso specifico, il riferimento a presunte inadempienze o impedimenti che Lei vorrebbe imputarmi e “addossare”, appare insussistente o non suffragato da atti e circostanze oggettive che ne possano asseverare il contenuto meramente enunciativo, in relazione anche alla dedotta e/o ipotizzata omessa intesa con Lei e con la conferenza dei capigruppo in sede di convocazione del consiglio come, altresì, è opportuno evidenziare, per quanto concerne le sue motivazioni politiche addotte  con il riferimento all’ imminente periodo elettorale di cui, presumo, già conoscesse scadenze che, durante il mio incarico istituzionale, non vi sono mai state ne saltuarie e ne ripetute e ingiustificate omissioni della convocazione del Consiglio o ripetute violazioni dello statuto o dei regolamenti comunali, come da tempo, del resto, anche la giurisprudenza (cfr. Tar Sicilia, Palermo, sent. n. 1062 de5l 4 agosto 2008), nel ricostruire il quadro dei rapporti istituzionali ed ordina mentali tra gli Organi comunali ha avuto modo di precisare (in argomento, Cons. Stato,Sez. V, n. 1983 del 25 novembre 1999).

Alla luce di quanto sino a qui enunciato non posso esimermi, visti i suoi atti e le sue esternazioni, riprese sistematicamente anche dagli organi di stampa locale, che diffidarla ufficialmente nel proseguire in tali azioni e richieste non rispettose della normativa vigente e di quanto previsto nel Regolamento e nello Statuto Comunale avvisandola, esclusivamente per atto di correttezza istituzionale, che in data odierna ho già provveduto ad informare le Autorità competenti e sua E.C. il Prefetto, che legge in copia, con dettagliato e debito esposto in merito a quanto accaduto”.

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