Fs, escalation furti di rame nel Lazio: + 41% denunce nel 2013

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Il fenomeno dei furti di rame sembra essere inarrestabile. È quanto emerge dal convegno che questa mattina si è tenuto nella sede delle Ferrovie dello Stato a Roma, settore maggiormente colpito dal fenomeno.

I dati relativi al Lazio rilevano un quadro preoccupante:  nei primi 10 mesi del 2013, da gennaio a ottobre, i furti sono stati 200 per un danno di 1 milione 24mila 230 euro; 90.050 chilogrammi di rame trafugato; i treni coinvolti sono stati 1.607 per un totale di oltre 15 giorni di ritardo.

Nel 2012, invece, i furti erano stati 210, per un totale di chili di rame trafugato pari a 125.235 e un danno economico di 1,5 milioni di euro. Nel Lazio si registra anche un aumento delle persone denunciate e arrestate nel 2013: 2.720 soggetti denunciati (+41%) di cui 1.631 (+36,7%) in stato di arresto.

l focus sulle attività di contrasto avviate sono stati illustrati alla presenza del capo della polizia direttore generale della pubblica sicurezza prefetto Alessandro Pansa. A fare gli onori di casa l’ad del gruppo Mauro Moretti.

La conferenza è la prima tavola rotonda che tratta in modo specifico un argomento che riguarda tutti i cittadini per i danni sociali ed economici generati dai furti di rame, spesso causa di interruzione del traffico ferroviario, delle comunicazioni e delle forniture di elettricità.

Nella banca dati delle forze di polizia rientra ogni genere di furto di rame, non solo quelli ai danni delle aziende di settore, ma anche quelli commessi nei confronti della popolazione (grondaie, utensili, vasi di fiori cimiteriali, etc).

L’Osservatorio si è fatto promotore di una proposta normativa tesa ad inasprire le pene per i furti e la ricettazione del rame. La proposta è stata recepita dal Decreto Legge n. 93 del 14 agosto 2013, convertito in legge il 15 ottobre 2013, che prevede pene più severe per i furti e la ricettazione di metalli e materiale vario sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica”. Tutto ciò potrà costituire un efficace deterrente per coloro che sono dediti a questo tipo di reato.

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