Università Sapienza, studenti davanti al Miur contro le multe “salate”

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Continua la protesta degli studenti universitari de La Sapienza sanzionati dall’ateneo per irregolarità emerse a proposito del calcolo dell’Isee, motivo per cui sarebbero partite pesanti sanzioni nei confronti degli stessi studenti.

“Io ho commesso un errore, parliamo di 50 euro non dichiarate – racconta una studentessa all’agenzia Dire – Sono stata sanzionata con 2.300 euro. E così ce ne sono altre: errori di 40-90 euro, sanzionati con almeno 2.000 euro. Stanno colpendo le fasce più basse. Dicono che stanno combattendo l’evasione, ma viene colpito chi non ha soldi”.

Secondo quanto raccontano gli studenti, chi ha commesso l’errore nella dichiarazione, può rischiare di pagare anche una multa corrispondente a quanto dovrebbe pagare chi è in 34esima fascia, quindi il massimo. “Rischiamo anche di perdere il titolo di studio- spiega un’altra ragazza – Per costringerci a pagare rischiamo il blocco della carriera universitaria, la perdita dei benefici.

L’evasione secondo noi va combattuta in modo proporzionale, le multe devono essere proporzionali, equilibrate. Se non paghiamo rischiamo addirittura l’intervento dell’autorità giudiziaria”. Così, spiegano, sarebbe ”formata” la multa: una sovrattassa di 1.500+1.700 euro, più una sanzione ulteriore di circa 800 euro, poi rimodulata, dopo le prime proteste, e ridotta fino a 250-500 euro circa.

“Da giugno 2012 ci risultano studenti che hanno commesso errori in buona fede, chi ha scritto 302 invece di 3.020. Servirebbe una migliore comunicazione – chiedono gli studenti – e una commissione per controllare caso per caso. Chi ha sbagliato l’Isee negli ultimi due anni ovviamente non può protestare. E noi non chiediamo di non pagare, tutt’altro: riconosciamo i nostri errori, ma chiediamo di pagare in modo equo.

Quanti sono gli studenti interessati? Almeno un centinaio”. Oggi l’incontro con rappresentanti del Miur: “La ministra Carrozza era impegnata e non poteva riceverci, ma qualcuno ci ha incontrati – dicono ancora – Ora sanno la situazione, hanno dato disponibilità a studiare la situazione, si sono presi anche nostri contatti. Aspettiamo loro notizie”

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