Atac, autisti in piazza: “assunzioni subito”

0
101

Eccoli qui ancora in piazza  i 200  autisti dell’Atac che si sono radunati a Roma a piazza dell’Esquilino per il corteo che si conclude a piazza Santi Apostoli. I manifestanti sono in attesa dei Movimenti per il diritto all’abitare che a loro volta si sono radunati a Porta Pia. A capo della manifestazione c’è lei,  Micaela Quintavalle, fondatrice e leader del movimento Cambiamenti M410. Insieme a quest’ultima e ai dipendenti della municipalizzata capitolina ci sono anche autisti provenienti da altre città. Lo striscione dei manifestanti è eloquente: “assunzioni subito!”.

Ma de che? Sarà vero che con Alemanno l’azienda è stata inzeppata di assunzioni facili, per lo più amministrativi, ma la situazione l’hanno spiegata chiaramente venerdì ai sindacati confederali l’assessore Improta e il sindaco Marino. Se non arrivano nel 2014 ben 500 milioni per il Tpl romano, l’azienda salta. La situazione è così grave che i 100 milioni della Regione non bastano, tanto che i due chiedano che venga bypassata  per ottenere quanto richiesto direttamente dal governo.

Atac infatti perderà anche quest’anno qualcosa come 170 milioni che faranno salire le perdite degli ultimi 10 anni alla stratosferica cifra di 1,6 miliardi di euro tutti coperti con i soldi dei contribuenti, anche di quelli che il mezzo pubblico non utilizzano mai. Se poi è vero che i 265 milioni di crediti cumulati negli anni con la Regione nemmeno sono esigibili, c’è di che mettersi le amni nei capelli. In questa situazione  non mancherà il consueto sciopero del venerdì che indurrà i cittadini ad usare i mezzi privati a dispetto delle domeniche ecologiche.

Ma questo è il momento delle Quintavalle e dei movimenti che raccolgono proteste legittime, ma praticamente senza sbocco. Salvo poi strillare contro improbabili privatizzazioni sostenuti dai parlamentari della sinistra che nel decreto milleproroghe inseriscono la non licenziabilità dei dipendenti delle municipalizzate. Che consente ai manifestanti di tenersi il posto a scapito di molti dei movimenti che nemmeno ce l’hanno. Ma nel casino di piazza tutti uniti nella lotta dura e senza paura.