Comune di Roma, i gladiatori vogliono il loro posto in Ama

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Sono passati oltre tre anni da quando l’allora sindaco Gianni Alemanno firmò un protocollo con il quale si impegnava al ricollocamento di 301 dipendenti della disciolta Associazione combattenti e reduci (Ancr Urbe)  dopo la privatizzazione dell’ente avvenuta il 14 agosto 2009. Nonostante questo impegno, 150 di quei lavoratori sono in mezzo a una strada con la cassa integrazione oramai scaduta. Così dalle 11 di questa mattina stanno occupando l’assessorato all’Ambiente del Comune di Roma a Porta Metronia frequente meta di simili occupazioni da parte dei vari addetti al “sociale” Questi lavoratori balzarono alle cronache come ”i gladiatori” dopo essersi arrampicati sul Colosseo 4 anni fa e sull’Arco di Costantino nel 2013.

Secondo l’Unione Sindacale di Base che guida la protesta, dal primo gennaio avrebbero dovuto essere assunti all’Ama tramite agenzia interinale per supportare l’avvio del sistema di raccolta porta a porta nella Capitale. Ma come si concluderà  la dolorosa vicenda è difficile dire.  Solo domenica scorsa la Stampa di Torino definiva l’Ama “la fabbrica inutile degli spazzini”  ricordando  che in Campania i rifiuti garantiscono 24 mila posti di lavoro pubblici,  e tre quarti sono di troppo, mentre sugli 8000 addetti nella Capitale ne basterebbero la metà. Facile a dirsi nella città sabauda avvezza ai feroci tagli di Marchionne e ben più produttiva di Roma. Ma è anche vero che il problema esiste per Ama i cui dipendenti costano 327 milioni l’anno (il 44 per cento dei costi totali). Eppure i numeri parlano chiaro. A fine anni 90 i dipendenti erano 3500, nel 2008 con Alemanno e Panzironi balzarono a 6.312.

Sempre secondo il quotidiano torinese nell’ultimo bilancio ne risultano 7915, 1600 assunzioni in 5 anni, “più di una al giorno”. Troppo per il bilancio di una municipalizzata che perde oggi 250 milioni  pari a un terzo del fatturato e con crediti inesigibili scoperti all’improvviso nell’autunno scorso come ha rivelato questa testata. Un bel rompicapo per il neo presidente di Ama Daniele Fortini che dubitiamo possa dare il via a una nuova campagna di assunzioni.

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