Pazienti in barella e infermieri picchiati: San Camillo al collasso

Sindacati e associazioni a difesa dei malati annunciano per Natale e il nuovo anno manifestazioni e controlli

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È stata per diversi giorni su una barella d’ospedale, sistemata alla “bel’ e meglio” nel corridoio del pronto soccorso, fra il via vai di medici e infermieri. E come lei altre decine di pazienti, ammassati in astanteria, in attesa di un ricovero in reparto.

È la situazione della signora Rosina e degli altri malati che si sono rivolti all’ospedale San Camillo di Roma, che si trova in zona Gianicolense. L’emergenza è stata segnalata dal “tribunale dei diritti dei malati” dell’associazione Cittadinanzattiva, la quale da questa mattina sta presidiando il pronto soccorso del nosocomio romano. La protesta ha avuto gli effetti sperati: “La direzione sanitaria si è immediatamente attivata per la signora Rosina”, spiega a Cinque Marisa, volontaria di Cittadinanzattiva.

Ma le condizioni del pronto soccorso restano comunque emergenziali. Condizioni che possono portare anche a fatti estremi: è il caso di qualche giorno fa, quando un infermiere è stato aggredito da alcuni familiari. Risultato: il sanitario ora ha il naso rotto e ne avrà per 25 giorni, i malati al San Camillo continuano a vivere nelle stesse difficili condizioni.

Per il 20 dicembre il Nursind, sindacato degli infermieri insieme all’Anao, sindacato dei medici, sta organizzando una manifestazione all’interno del San Camillo proprio per “protestare contro la situazione da terzo mondo che si vive ogni giorno al pronto soccorso”. E pensare che nemmeno un mese fa, il 27 novembre, il ministro per la salute, Beatrice Lorenzin, era andata all’ospedale per verificare di persona le condizioni della struttura.

Non solo, anche Fabrizio Santori, consigliere della Regione Lazio, aveva fatto un precedente blitz in nosocomio e scoperto le irregolarità in diversi reparti: “maternità senza scale anti-incendio, un cassone di amianto a cardiochirurgia, sporcizia e rischio infezioni”, racconta Santori.

Ora, dopo il caso della signora in barella, l’emergenza San Camillo ritorna in tutta la sua drammaticità e il “tribunale dei diritti dei malati” non ha intenzione di mollare la presa finchè non avverrà una completa ristrutturazione del nosocomio. “Da gennaio – spiega la volontaria – abbiamo intenzione di effettuare controllo quotidiani finchè la situazione non cambierà e la dignità dei pazienti e la sicurezza degli operatori sarà assicurata”.

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