Comune di Roma, slot machine: battaglia contro la dipendenza

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Sono installate ovunque: nei bar, nei locali, nelle stazioni. Non è necessario entrare in una sala giochi, basta farsi un giro in una qualsiasi strada di Roma per incappare in una slot machine. Una nuova regolamentazione appena approvata prova a cambiare questa situazione. La commissione Commercio di Roma Capitale ha dato l’ok a una proposta di delibera, a firma Dario Nanni (Pd), che prevede incentivi per chi rinuncia a una slot machine presente nel suo locale, attraverso sgravi fiscali, un gruppo di vigili ”ad hoc” per il controllo del fenomeno e interventi di dissuasione e contrasto da parte del Campidoglio anche contro i locali non autorizzati. Il tutto per contrastare il grave fenomeno della ludopatia.

Il tema più scottante, quello delle distanze minime tra un locale dotato di slot machine e asili nido, scuole, parchi o ospedali, i cosiddetti luoghi sensibili, non è stato ancora inserito nel testo vista la contemporanea discussione a livello parlamentare finalizzata a rispristinare i limiti precedentemente aboliti dal decreto Balduzzi. Ma il testo comunale cerca di aggirare il problema in un altro modo: “Garantire- spiega il presidente della commissione, Orlando Corsetti– una serie di incentivi, già previsti dalla normativa regionale dell’agosto 2013, a quegli esercenti che decidessero spontaneamente di rinunciare alle slot presenti nel loro locale. La delibera, poi, guarda a tutto il mondo dei locali non autorizzati e contiene la proposta di costituzione di un gruppo della polizia municipale dedicato alla verifica di questa attività”. “Sono molto soddisfatto perchè da anni mi batto affinchè il Comune di Roma si doti di una regolamentazione- dice il consigliere Nanni- non è possibile il silenzio e l’assenza di regole su una materia così delicata. Ora si volta pagina a Roma. Ma sollecitiamo anche il Parlamento e il Governo ad adottare una nuova normativa nazionale. Inoltre pensiamo ad un incontro con l’Anci, con cui vorremmo condividere la nostra proposta”.

Restando nel tema della dipendenza da gioco, ci sono da considerare i pericoli connessi alle lotterie istantanee. Il Miliardario, Turista per 10 anni, Botta di fortuna: sono questi gli originali nomi dei cosiddetti “gratta e vinci”. Nei primi nove mesi del 2013 in Italia sono stati venduti 1 miliardo 487milioni di tagliandi. Si tratta di circa 5,5 milioni biglietti al giorno. E’ quanto emerge dal bilancio di esercizio intermedio della Gtech, multinazionale che controlla Lotterie nazionali srl e che ha la concessione esclusiva (rilasciata dai Monopoli di Stato), riportato dal Redattore Sociale dell’agenzia Dire . Gli italiani hanno speso 7 miliardi e 165 milioni di euro. Ma sulle possibilità effettive di vittoria, le informazioni, restano di difficile reperimento. Lo spiega Osvaldo Asteriti, avvocato romano che ha creato un blog in cui cerca di svelare il lato oscuro dei gratta e vinci: “Attualmente ci sono 51 lotterie istantanee in vigore e ogni mese ne vengono lanciate nuove. In novembre, per esempio, è uscito ”Il nuovo miliardario” e il primo lotto di stampa è stato di 142 milioni di tagliandi”.

Come ogni gioco d’azzardo, anche i gratti e vinci possono causare dipendenza, come viene riportato su ogni biglietto. “C’è però mancanza di trasparenza sulle reali possibilità di vincita -sottolinea Asteriti-. Sul retro del biglietto si rimanda al sito dei Monopoli di Stato, ma sarebbe doveroso invece scrivercelo direttamente, così che ogni giocatore possa sapere quali chance ha”. Il nuovo miliardario, per esempio, promette con solo 5 euro di vincere 500mila euro: capiterà però solo a 27 giocatori (su 142 milioni di tagliandi), mentre le vincite di 5 euro (lo stesso prezzo del biglietto) sono oltre 42 milioni. Ci sono poi i premi intermedi, alcuni molto succulenti ma comunque destinati a pochissimi giocatori: 54 per i 100mila euro, 216 per 10mila euro e 8.100 per i mille euro. “Tutti gli altri se vinceranno incasseranno cifre, da 10 a 50 euro, che probabilmente spenderanno per acquistare altri biglietti”, conclude Osvaldo Asteriti.

Intanto il Campidoglio ha dato un primo colpo al gioco d’azzardo con la delibera appena presentata, che punta a contrastare anche l’infiltrazione nel tessuto economico cittadino della malavita organizzata. “Roma Capitale ha firmato negli ultimi mesi diversi protocolli con la guardia di finanza e con le associazioni impegnate nella lotta all’illegalità. Un percorso che vede uniti sul territorio istituzioni, magistratura e forze dell’ordine”, ha spiegato l’assessore alla Roma produttiva, Marta Leonori. Ed ora i riflettori sono puntati sulle sale gioco che non hanno l’autorizzazione, contro le quali si concentrerà il lavoro del nuovo nucleo dedicato della polizia locale.

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