Roma, uccise con un pugno un’infermiera all’Anagnina. Alessio è già libero

Il trentenne ha quasi chiuso il conto con la giustizia

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carcere velletri

Mentre sui giornali e nei salotti dei talk show si discute sulla liberazione o lo sconto di pena per Fabrizio Corona, a Roma c’è chi esce di galera dopo soli 4 anni per aver ucciso una persona.

IL CASO – Alessio Burtone, il giovane romano che nell’ottobre 2010 ha ucciso con un pugno l’infermiera romena Maricica Hahaianu, ha quasi il conto con la giustizia. E’ stato scarcerato due giorni fa e affidato ai servizi sociali.
Niente serate fuori, rientro a casa entro le otto, divieto di frequentare teste calde. Queste le limitazioni imposte dal giudice riportate dal Messaggero.it. Quattro anni tra domiciliari e Regina Coeli sarebbero bastati per rieducarlo dall’omicidio. Ed avrebbe anche mostrato volontà di lavorare.  Libero nonostante il parere negativo del procuratore generale. «Una giovane donna è morta per un suo scatto d’ira, resti in carcere», era stata l’indicazione del pg disattesa dai giudici di sorveglianza.

LA RICOSTRUZIONE – “L’ho colpita con una manata perché avevo paura che lei, o qualche suo conoscente, mi potesse fare del male”. Così Alessio Burtone, il 22enne accusato di aver provocato la morte dell’infermiera romena Maricica Hahaianu, colpendola con un pugno al volto l’otto ottobre 2010 alla stazione della metropolitana della linea A di Anagnina al culmine di una lite. La donna morì una settimana dopo al Policlinico Casilino.

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