Omicidio Piccolino, svolta nel caso: fermato imprenditore

Ecco perchè secondo gli inquirenti Michele avrebbe ucciso Mario

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Alle prime ore di questo pomeriggio, la Polizia di Stato ha dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto Michele Rossi nato a Cellole (CE) il 24/03/1956, in quanto gravemente indiziato dell’omicidio di Mario Piccolino, l’avvocato ucciso a colpi di pistola a Formia.

L’ORDINANZA DELLA POLIZIA –  «Il 29 maggio 2015, alle ore 17,00 circa, l’Avv. Mario PICCOLINO, mentre era nel suo studio in Formia, veniva raggiunto da un colpo di pistola di piccolo calibro alla testa, esploso da un soggetto presentatosi come cliente della vittima

Le indagini, condotte dalle Squadre Mobili di Latina e di Roma in collaborazione col Commissariato di P.S. di Formia e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, anche alla luce dell’impegno della vittima, che gestiva un sito internet attraverso il quale denunciava il malaffare e le infiltrazioni della criminalità organizzata in quel territorio, hanno preso spunto dalla descrizione sommaria del killer fatta, seppur in termini generici, da un soggetto presente all’interno dello studio al momento dell’omicidio.

Sulla base della descrizione fornita, dalla visione delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza installato presso esercizi pubblici prossimi al luogo del delitto, in orari compatibili con lo stesso, è stato individuato un uomo compatibile con le caratteristiche fisiche segnalate.

Le ulteriori acquisizioni di immagini da altri sistemi di videosorveglianza installati nel parcheggio prossimo allo studio dell’Avvocato e lungo il percorso Formia-Minturno (LT), hanno consentito di pedinare elettronicamente l’individuo genericamente indicato dal testimone, che è stato notato salire a bordo di un pick up ed intraprendere un tragitto lungo le vie di comunicazione di quella zona.

Le ulteriori immagini che ritraggono il pick up hanno consentito di rilevare la targa dello stesso ed attribuirne il possesso all’indagato.

Sulla base di quanto ricostruito, in occasione di una individuazione fotografica delegata dall’A.G. procedente, il testimone ha riconosciuto senza ombra di dubbio in Michele Rossi l’omicida dell’Avvocato Mario PICCOLINO.

Le ulteriori indagini, hanno consentito di rilevare un collegamento tra il sospettato e la vittima.

Da uno studio dei fascicoli conservati nello studio dell’Avv. PICCOLINO, infatti, è emerso che quest’ultimo aveva avuto un acceso contenzioso con ROSSI Michele, avendo rappresentato un privato in una procedura civilistica proprio contro ROSSI Michele relativamente ad una causa per il possesso di una grotta, in realtà un’abitazione scavata nel tufo, sita a Ventotene.

Mentre la causa era ancora in corso ROSSI aveva posto la grotta in comunicazione con un appartamento contiguo, già di sua proprietà, procedendo a lavori di ristrutturazione, evidenziando sicurezza su come sarebbe stata definita la lite giudiziaria.

La vicenda civile si concluse nel 2003 con sentenza della Cassazione che reintegrava gli assistiti dell’Avv. PICCOLINO nel possesso della grotta. La circostanza fin qui evidenziata si pone come ragionevole movente dell’omicidio in considerazione anche del fatto che la causa non si è svolta seguendo i normali schemi, ma è stata caratterizzata da una situazione di pesante attrito culminata in una denuncia penale che ha determinato un forte livore del ROSSI nei confronti del PICCOLINO.

Che la vicenda avesse travalicato i limiti del normale contenzioso è dimostrato anche dal fatto che il 22 settembre 2014 l’Avv. PICCOLINO pubblicava sul suo blog FREE VILLAGE un pungente articolo che richiamava l’esito dell’intera vicenda processuale con precisi riferimenti proprio a ROSSI Michele.

Gli Agenti operanti sono attualmente impegnati nell’esecuzione di perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica di Roma».

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