Roma Nomentano, accoltellò barista: arrestato dai carabinieri

0
105

Era il 26 settembre scorso, quando un ragazzo romano di 33 anni, con qualche piccolo precedente, entrò in una sala slot di un bar di via Nomentana per tentare la fortuna. Si sedette ad una delle tante “macchinette” dove qualcuno aveva lasciato incustodito un cellulare. Senza pensarci tanto, se lo infilò in tasca tentando, poi, di allontanarsi senza dare nell’occhio. Il titolare del bar, un 26enne originario di Bari ma da tempo residente a Sant’Angelo Romano, si accorse del furto e lo inseguì in strada: dopo una breve colluttazione, il cellulare venne recuperato e il ladruncolo cacciato in malo modo.L’onta subìta andava lavata, così il 33enne decise, poco dopo, di tornare nel locale, stavolta spalleggiato da un complice, ingaggiando una furiosa lite con il 26enne “impiccione”. I pochi istanti ripresi dalle telecamere a circuito chiuso del locale hanno mostrato la fredda determinazionecon la quale il 33enne, dopo aver impugnato un coltello, colpì più volte all’addome il proprietario dalla sala slot per poi darsi alla fuga. La vittima fu trasportata all’Umberto I e sottoposta d’urgenza a una serie di interventi chirurgici per tentare di arginare la grave emorragia interna provocata dai fendenti.Le indagini dei carabinieri della stazione Roma Città Giardino e del nucleo operativo della compagnia Roma Montesacro, scattate subito dopo i fatti, hanno permesso in poco tempo di raccogliere un quadro indiziario grave e concorde nei confronti del colpevole dell’accoltellamento che, nel frattempo, si era rifugiato in una struttura di recupero per emarginati nell’hinterland della Capitale per evitare, a sua volta, ritorsioni da parte di parenti e amici del ferito.Colpito da un’ordinanza di cattura emessa dalla Procura della Repubblica di Roma, il ragazzo dovrà ora rispondere di tentato omicidio aggravato in concorso e porto abusivo di armi. Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso per identificare l’altro soggetto che ha partecipato alla spedizione punitiva. La vittima è tuttora ricoverata in ospedale in gravi condizioni, anche se non in pericolo di vita.