Arresto Paolini, dagli insulti al Papa alle accuse di prostituzione minorile

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Dalla periferia di Roma era finito in tutte le tv e poi sul Guinness dei primati come il “disturbatore” televisivo per eccellenza, e negli anni aveva proseguito la sua “carriera” alzando sempre più i toni della provocazione. Ma domenica Gabriele Paolini, 40 anni, si è dovuto fermare bruscamente, finito in una cella del carcere di Regina Coeli, arrestato per i reati di prostituzione minorile e pornografia minorile nei confronti di due sedicenni italiani maschi, con cui il Paolini è risultato avere avuto rapporti sessuali a pagamento, riprendendoli con una videocamera, come spiegato dal Comando dei carabinieri di Roma. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip Alessandrina Tudino, su richiesta dei PM della Procura di Roma, Maria Monteleone e Claudia Terracina.

I carabinieri hanno dato il via alle indagini a seguito di una denuncia presentata dai titolari di un laboratorio fotografico di Riccione che avevano ricevuto per via telematica da un punto vendita di Roma a quanto pare in via Nomentana, alcuni file fotografici da stampare che ritraevano scene di sesso tra il Paolini e alcuni ragazzi che sembravano minorenni. Secondo le indagini, tuttora in corso, Paolini si era servito del punto vendita di via Nomentana anche per la masterizzazione su DVD di alcuni video amatoriali da lui realizzati che non erano ancora stati cancellati dal server informatico del laboratorio fotografico. I file digitali sono stati sequestrati e analizzati: i video ritraevano scene di sesso tra il Paolini e vari ragazzi adolescenti che venivano indotti al compimento degli atti sessuali, dietro promessa di pagamento di somme di denaro e che erano consapevoli di essere video ripresi. I minori coinvolti , identificati dai militari dell’Arma sono due minori di nazionalità italiana, entrambi sedicenni, studenti. Un terzo identificato, anch’egli sedicenne, è uno studente romeno, ripreso nudo mentre il Paolini gli proponeva di avere un rapporto sessuale con lui.

Noto per le sue continue apparizioni come “disturbatore” in telegiornali e collegamenti televisivi sulle tv pubbliche e private, Gabriele Paolini a partire dalla prima metà degli anni novanta fece per anni una sorta di “campagna” a favore dell’uso del profilattico, al punto da essere soprannominato (da se stesso?) “il profeta del Condom”. Le sue incursioni vennero immediatamente riprese e riproposte da programmi televisivi come “Blob” e da siti internet come “Dagospia“. Celebri anche le reazioni che scatenava nei giornalisti da lui disturbati mentre lavoravano, la più famosa delle quali fu quella di Paolo Frajese che lo prese a calci in diretta durante un collegamento sul Tg1.

In quasi vent’anni di vita sopra le righe, tra vita mondana, passione per il cinema e la frequentazione di ambienti decisamente “underground” della capitale, Paolini ha collezionato quasi duemila denunce e arrivò persino ad annunciare fa il suo ingresso in politica. Nel suo alzare sempre più i toni, riuscì a pronunciare frasi “forti” persino su papa Benedetto XVI. A proposito del preservativo e della sua insistenza nel propagandarne l’utilizzo, una delle battute più efficaci fu quella del presentatore Giancarlo Magalli, che disse: «Peccato che tua madre quella volta non l’abbia usato».

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