Tor Bella Monaca, avevano 20mila euro in banconote false

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Ventimila euro in banconote false e una pistola con matricola abrasa: questo è stato trovato nell’abitazione di tre italiani di Tor Bella Monaca dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Frascati. L’accusa per una  ragazza di 29 anni e due uomini di 31 e 41 anni, tutti con precedenti, sono l’introduzione nello Stato di monete falsificate, detenzione e porto abusivo di armi e munizionamento in concorso.

Nei giorni scorsi, alcuni commercianti di Tor Bella Monaca avevano segnalato ai militari di aver ricevuto, da clienti sconosciuti, delle banconote da 50 euro risultate fasulle, oltretutto riportanti lo stesso numero seriale. I carabinieri di Frascati hanno immediatamente avviato una serie di servizi preventivi, durante i quali sono stati fermati i tre italiani, tutti già conosciuti alle forze dell’ordine, mentre uscivano da un bar della zona. Durante la perquisizione, i tre sono stati trovati in possesso di 500 euro, gruzzolo formato da banconote da 50 euro risultate contraffatte.

Le successive indagini hanno permesso di accertare che i malviventi avevano già smerciato le banconote false in altri negozi della zona, acquistando merce di poco valore in modo da farsi consegnare dai commercianti il resto in denaro “pulito”.

La perquisizione domiciliare, scattata nel villino dove i tre convivevano, ha permesso di sequestrare, occultati dietro una trave in legno di una parete, circa 20.000 euro in banconote contraffatte, perlopiù del taglio da 50 euro, e una pistola semiautomatica con matricola abrasa, dotata di un silenziatore e numerose munizioni.

Sono tuttora in corso le indagini dei carabinieri della compagnia di Frascati per verificare se l’arma possa essere o meno collegata ad eventi criminosi che hanno interessato la periferia Sud-Est della Capitale, motivo per cui verrà inviata al più presto agli esperti di balistica del Ris di Roma affinché venga sottoposta alle analisi di laboratorio.

I tre malviventi sono stati portati nel carcere di Rebibbia, dove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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