Roma, evasione e false fatture: sequestrati beni per 154 milioni

Nove persone in manette. Tra questi pure il noto commercialista Oliverio. Sigilli a 54 immobili, tra cui un'ampia villa di assoluto prestigio ad Albano Laziale

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I finanzieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito questa mattina, dando corso a 18 perquisizioni domiciliari in provincia di Roma, Genova, Novara, Crotone e Cuneo, 9 misure di custodia cautelare, di cui 6 in carcere e 3 agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni imprenditori. Tra gli arrestati figura anche il noto faccendiere Paolo Oliverio, già tratto in arresto, sempre dalle Fiamme Gialle, nelle scorse settimane e tuttora detenuto presso il carcere romano di Regina Coeli, nell’ambito dell’indagine che ha coinvolto, tra gli altri, padre Renato Salvatore, Superiore Generale dell’Ordine religioso dei Camilliani.

Contestualmente, militari del II Gruppo del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma hanno sequestrato beni sino a concorrenza del valore di 154 milioni di euro a carico di 13 persone (tra cui due commercialisti), apponendo sigilli a 54 immobili, ubicati a Roma e provincia (tra cui un’ampia villa, di assoluto pregio, ad Albano Laziale, su 3 piani, di 14 vani per circa 500 mq, con annesso giardino di circa 2.500 mq, prospiciente al lago di Castel Gandolfo), a Milano, in provincia di Perugia, Viterbo, Latina ed in Toscana, sul Monte Argentario. Molte delle unità abitative erano formalmente intestate ad una società “cassaforte”, L’Ermitage s.r.l. (da cui il nome dell’operazione), fusasi poi, per incorporazione, in una società anonima svizzera, nell’ottica di schermare la titolarità effettiva dei beni. Sequestrate anche auto, moto, quadri, ulteriori beni mobili di valore, nonché un’imbarcazione a vela di circa 15 metri e cospicue disponibilità finanziarie.

Gli ulteriori sviluppi investigativi hanno consentito di segnalare all’autorità giudiziaria le responsabilità penali di altre 46 persone e di 50 società che risultano aver beneficiato del sistema di false fatture: tra queste, vanno menzionate dodici società vincitrici di appalti pubblici, società beneficiarie di finanziamenti comunitari, importanti imprese leader nel settore informatico.
I reati ipotizzati a carico delle 79 persone denunciate – tra cui 5 titolari di studi commercialisti – vanno dall’emissione ed utilizzo di fatture false all’occultamento di scritture contabili, all’omessa dichiarazione dei redditi ed iva, con l’aggravante della transnazionalità, alla sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, al millantato credito, al riciclaggio, alla bancarotta fraudolenta patrimoniale. Nei confronti di 11 soggetti è contestata pure l’associazione a delinquere. Nel complesso, le 82 società coinvolte hanno sottratto al Fisco oltre 1 miliardo di euro, con un’effettiva evasione d’imposta, ai fini imposte dirette e dell’Iva, quantificata in circa 500 milioni di euro, negli anni dal 2006 al 2013.

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