Roma, perseguitava un uomo sul telefono e sui social: fermata

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Divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima e dai suoi familiari e divieto di comunicare con loro con qualsiasi mezzo.

IL PROVVEDIMENTO – É il provvedimento cautelare per atti persecutori emesso dall’autorità giudiziaria su richiesta degli agenti del commissariato Esposizione di Roma a conclusione delle indagini sulla denuncia-querela effettuata da un cittadino nei loro uffici.

LA STORIA – La vicenda ha inizio qualche mese fa, quando un imprenditore comincia a ricevere telefonate a tutte le ore del giorno e della notte sul suo telefono cellulare da parte di una donna con la quale ha avuto un incontro per motivi di lavoro. Le telefonate e gli squilli cominciano nel giro di qualche giorno a diventare incessanti e fastidiosi. La vittima riesce comunque attraverso le funzioni del suo telefono cellulare a intercettare le telefonate della molestatrice bloccandone il traffico in entrata. Ma le utenze telefoniche si alternano, perché la donna acquista sempre nuove schede telefoniche risultando quindi inizialmente irrintracciabile.

PERSECUZIONI – Le persecuzioni continuano anche sulle utenze fisse e mobili dell’azienda dell’uomo e su quelle dei suoi familiari, materializzandosi poi anche su alcuni post indirizzati ai profili delle vittime presenti sui social network. L’uomo, che è costretto sistematicamente a silenziare il telefono pregiudicando anche la sua attività lavorativa e temendo che le persecuzioni possano trasformarsi in qualcosa di peggio, decide di formalizzare una denuncia-querela alla Polizia.

LE INDAGINI – Gli agenti del commissariato Esposizione, diretto da Giuseppe Miglionico, fanno scattare immediatamente le indagini ed attraverso una serie di riscontri e verifiche, anche sui tabulati telefonici, riescono ad individuare la provenienza delle telefonate e i post sui social network, nonostante anche questi provengano da profili sempre diversi. Gli elementi acquisiti a conclusione delle indagini conducono gli investigatori all’identificazione della donna, una 49enne emiliana, per la quale i poliziotti richiedono all’autorità giudiziaria l’emissione del provvedimento cautelare.

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