La denuncia di Parroncini e Lucherini : \”Non cedere al ricatto\”. Il Governo silura gli ospedali montani

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 Arriva dal Governo un vero e proprio siluro sui tre ospedali montani istituiti con legge regionale nei comuni di Amatrice, Acquapendente e Subiaco. E’ quanto denunciano il capogruppo PD, Giuseppe Parroncini, ed il vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio, Carlo Lucherini. L’erogazione del miliardo e 200 milioni alla Regione sarebbe legata anche alla cancellazione della legge regionale sugli ospedali montani. “E’ un vero e proprio colpo basso del Governo alla potestà legislativa della Regione e all’autodeterminazione del Consiglio Regionale” denunciano i due esponenti del Partito Democratico. La legge regionale sugli ospedali montani, chiariscono Parroncini e Lucherini, ha l’obiettivo di sostenere l’offerta di servizi sanitari in aree montane deboli dal punto di vista economico e sociale, di contrastare lo spopolamento e migliorare la qualità della vita. La legge inoltre non prevede spese aggiuntive oltre ai normali trasferimenti già erogati alle Asl competenti. “La richiesta del Governo ha il sapore del ricatto e tenta di vanificare un provvedimento che ha raccolto una larga convergenza al di là degli schieramenti” e si impegnano salvaguardare la sostanza dei provvedimenti varati dall’Aula della Pisana riproponendo il tema degli ospedali montani all’interno del Piano Sanitario Regionale che dovrà essere discusso ed approvato dalla Regione nelle prossime settimane. Eppure nonostante il voto trasversale alla Pisana c\’è sempre qualcuno, molto più illuminato e preveggente, che quasi si compiace della decisione del Governo. Si tratta del capogruppo regionale dell’Udc Aldo Forte, il quale orgogliosamente rivendica: “Siamo stati l’unico gruppo politico a votare contro la legge sui distretti montani proprio perché il testo approvato creava false aspettative nei confronti di alcuni territori ai quali si dava l’illusione di salvare i propri  ospedali…". Le popolazioni locali, finalmente disilluse, ringraziano.

G.L.