Lavoratori Gaia senza stipendio: è di nuovo crisi

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E’ di nuovo crisi. Neanche il tempo di fermarsi a riflettere sulla riapertura dei due termovalorizzatori che il sindacato dei lavoratori Gaia annuncia un nuovo stato di agitazione.

L’azienda ha comunicato la scorsa settimana l’impossibilità a pagare gli stipendi di giugno nonché la XIV mensilità per i cinquecento lavoratori operanti nel territorio dei 22 comuni soci. Era attesa per ieri la convocazione ultima del Prefetto per dirimere la questione tra le due parti. Da oggi sindacati e lavoratori sono così liberi di agire autonomamente. «Non escludiamo scioperi – ha dichiarato il rappresentante della Cgil Paolo Calvano – Parlare adesso è troppo presto e potrebbe generare solamente confusione. Ciò che vogliamo dire è che rivendichiamo i nostri diritti di lavoratori e che non staremo con le mani in mano a guardare ciò che non fanno gli altri.»

L’ Azienda si è giustificata dicendo sostanzialmente che le casse sono vuote, poiché  i Comuni nei quali Gaia SpA svolge il servizio di raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti solidi urbani, hanno accumulato debiti  per un importo di € 50.000.000,00. Tra i Comuni morosi ci sarebbero in primis Valmontone e Frascati. Un quadro che si va ad aggiungere ad una situazione già di per se molto fosca, per un’azienda già sottoposta a gestione straordinaria per debiti, che nel passato e sino alla nomina del Commissario, erano stati stimati per circa € 350.000.000,00.Si preannuncia quindi un fine mese  molto difficile. Da parte loro i Sindacati hanno annunciato anche una serie di assemblee, per spiegare ai lavoratori la situazione e decidere insieme il da farsi. Il primo incontro si è svolto ieri a Frascati. Da oggi lavoratori e sindacati saranno invece a Colleferro. L’appuntamento più atteso è sicuramente quello di domani presso la discarica di Colle Fagiolara dove è attesa la prima manifestazione di protesta da quel giugno 2007 di sommovimenti.

                  

                                                                                                                                                                C.S.