Tivoli Terme, condannato a vent’anni il 71enne che uccise per amore

0
30

 Condanna  confermata in appello per N.G., il 71enne di Tivoli  che nel 2007 uccise il convivente della sua compagna, stanca delle continue percosse che questi le infliggeva. Un delitto passionale e, ricostruirono i carabinieri, organizzato e riuscito dopo un precedente tentativo di investirlo mortalmente, non andato a buon fine. Per questa vicenda l’anziano si è visto confermare la condanna a vent\’anni di reclusione dai giudici della I sezione della corte d\’assise d\’appello, presieduta da Antonio Cappiello. Con lui era sotto processo anche L.T (43 anni romena), la donna per la quale sarebbe stato compiuto il delitto. Nei suoi confronti i giudici hanno disposto una riduzione di pena: da 20 a 16 anni di reclusione.  Il giudizio di primo grado si concluse il 22 aprile 2008 con rito abbreviato davanti al gup di Tivoli Pierluigi Balestrieri. I fatti risalgono al marzo del 2007 e si svolsero in un insediamento abusivo di una zona industriale di Tivoli Terme, dove la vittima viveva insieme alla convivente. All\’origine del delitto le richieste di aiuto da parte della donna, stanca delle botte e dei maltrattamenti del convivente, spesso ubriaco. Il cadavere fu trovato in una stradina, una domenica mattina, nella zona di Castel Madama: colpito prima con una mazza da baseball in testa e poi ferito mortalmente alla gola con due colpi di un machete fabbricato artigianalmente e con una lama lunga circa quaranta centimetri. Il corpo fu quindi avvolto con una coperta, caricato su un furgoncino e abbandonato nella strada di campagna, a una cinquantina di metri dal chilometro 8,750 di via Empolitana. L\’uomo fu identificato grazie ai documenti che aveva in tasca. Indagando sulla vita privata dell\’uomo gli investigatori scoprirono che la convivente dello straniero aveva stretto rapporti molto forti con N.G., falegname in pensione, che viveva da solo e con cui si confidava. Perquisita la casa dell\’anziano gli investigatori trovarono il machete e la mazza da  baseball e in un cassonetto vicino la coperta, ancora sporca di sangue, utilizzata per avvolgere il cadavere. Trovato anche il furgoncino su cui era stato caricato il corpo privo di vita.