Salzare, si cerca l\’assassino del marocchino

0
46

 

E’ caccia all’uomo ad Ardea per scoprire l’assassino delle Salzare. I carabinieri stanno battendo palmo a palmo tutta la zona. I fatti sono accaduti nella notte tra venerdì e sabato. E’ mezzanotte. Tutto si è svolto nel complesso “Le Salzare”, a Tor San Lorenzo, a pochi passi dal mare, in una zona già nota per diversi fatti di cronaca nera. Due italiani bussano in una casa: lì abitano due nordafricani, che condividono un appartamento. Uno dei due italiani è il proprietario dell’abitazione. Poi, una scena da film: uno dei due estrae una pistola e fa fuoco contro i marocchini. Prima spara – tre colpi d’arma da fuoco – e poi fugge a piedi, lasciando lì la macchina parcheggiata. Un marocchino di 32 anni, M.J., cade in terra, e verrà trovato cadavere poco dopo, riverso nel suo stesso sangue. Il suo connazionale, K.A., di 37 anni, rimane gravemente ferito, e viene portato d’urgenza prima alla Clinica Sant’Anna di Pomezia e poi all’ospedale San Camillo. Le indagini scattano immediatamente: gli inquirenti – i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Anzio e quelli del nucleo investigativo di Frascati – si mettono a setacciare tutto il territorio. Gli indizi raccolti hanno già  portato a un identikit chiaro: l’indiziato numero uno è P. F., 30 anni, di origini campane, che da tempo vive ad Ardea, nel residence delle Salzare. Gli inquirenti hanno battuto tutta l’area del litorale romano, tra Ardea e Pomezia, per cercarlo. Secondo gli inquirenti della Benemerita, il trentenne potrebbe essersi nascosto in casa di qualche suo amico. Intanto, però, è stato fermato V.O., il proprietario dell\’abitazione in cui risiedevano i nordafricani, che aveva accompagnato P.F. nella sua "visita". Ora si trova in carcere a Velletri, secondo quanto disposto dal pubblico ministero Paoletti. V.O. dovrà rispondere di tentato omicidio, concorso in omicidio e porto abusivo di armi. I carabinieri, oltre ad aver ascoltato la sua versione dei fatti, hanno anche sentito i vicini e alcuni eventuali testimoni. Secondo una prima ricostruzione ci sarebbero state alcune rivalità che avrebbero portato a litigi sempre più aspri, poi conclusi con l\’omicidio. Si pensa a un traffico di sostanze stupefacenti sul litorale, a un movente sentimentale o a quello legato alla “compravendita” di case abusive.