Videocon, dai televisori al bazar

0
34

Lavoratori Videcon sempre più perplessi sul loro futuro.

Martedì le rappresentanze sindacali hanno avuto un incontro con i rappresentanti degli imprenditori che vogliono investire sulla riconversione della Videocon.

Una riconversione che non convince nessuno, men che meno i sindacalisti della Uilcem che già la scorsa settimana si erano pronunciati in merito con una conferenza stampa. Come ci avevano annunciato questa settimana sarebbe stata quella decisiva per la riconversione. Martedì incontro con gli imprenditori e ieri incontro al ministero per le Attività Produttive. Finalmente si è potuto assistere alla presentazione ufficiale, da parte del capofila del gruppo di imprenditori, dott. Cruciali. “Ci è stato illustrato il progetto – ha spiegato Mauro Piscitelli dalla segreteria provinciale della Uilcem – secondo gli imprenditori, circa una decina attivi sul mercato dal 2000 e provenienti dalle Marche, si tratterebbe di un progetto molto ambito che vedrebbe a regime l’impiego di 1500 addetti, il tutto per andare a cominciare alla fine di settembre, per un investimento totale di 137 milioni di euro”. L’intenzione dei potenziali investitori sarebbe quella di far diventare il sito di Anagni lo stabilimento in grado di rifornire tutti gli altri per forniture di eccellenza. Oltre a questo lo stabilimento diventerebbe un punto strategico non solo per la produzione delle calzature e pelletterie, ma anche per l’alta bigiotteria. I sindacati, ancora una volta non ci stanno. “La Videocon passerebbe così da azienda leader nell’alta tecnologia a leader del bazar – chiosa Piscitelli seriamente preoccupato per il futuro dello stabilimento e per quello di tutti gli addetti – pensavamo a qualcosa di meno fantasioso e, ancora una volta, dobbiamo constatare che chi ci ha parlato non ha ancora in mente un piano industriale definito, come un puzzle ancora tutto da costruire”.

L’intenzione dei rappresentanti sindacali è quella di chiedere l’intervento del Ministero per non dimenticare la mission principale dell’azienda che per 40 anni è stata leader nell’elettronica e nella produzione di cinescopi. “Siamo sempre più dubbiosi – conclude Piscitelli – forse non ci si rende conto che ci troviamo all’interno di un’industria specializzata e non possiamo perdere tutto in questo modo”.

 

                                                                                                                                              Gabriella Collacchi