Latticini con latte in polvere scaduto, chiuso caseificio a Monterotondo

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 Blitz dei carabinieri dei Nas di Roma in un caseificio dell’area industriale dello Scalo a Monterotondo. Nel corso dell’operazione i militari hanno sequestrato circa dieci tonnellate di mozzarella e formaggi, per i quali, hanno accertato gli uomini del nucleo antisofisticazione, veniva impiegato latte in polvere, una pratica vietata dalla legislazione italiana. L’intervento ha permesso di sequestrare dieci tonnellate circa di prodotti caseari verosimilmente oggetto di sofisticazione, per un valore commerciale di 300 mila euro, realizzati utilizzando materie prime non consentite e in parte già scadute di validità.

Gli accertamenti hanno permesso anche di appurare che l’azienda produceva mozzarelle e formaggi utilizzando materie prime non consentite, quali amido e fecola di patate (per addensare il prodotto), caseina e latte in polvere, senza l’impiego di caglio, nonostante tale ingrediente venisse indicato nell’etichetta. I prodotti caseari, sequestrati e sottratti al consumo prima della distribuzione, erano destinati a rifornire prevalentemente rivenditori all’ingrosso e al dettaglio di Roma e provincia.
Oltre ai prodotti finiti, è stata sequestrata anche una tonnellata di materie prime destinate all’illecita produzione casearia, che avrebbe consentito di immettere in commercio ulteriori tonnellate di formaggi sofisticati. Ad aggravare la condotta fraudolenta, la constatazione che parte del latte in polvere utilizzato nel ciclo produttivo, di provenienza francese, era scaduto di validità da oltre un anno. Nella circostanza, peraltro,viste le rilevanti carenze igienico sanitarie in cui versavano la struttura e gli impianti, e’ stato disposto il provvedimento di immediata chiusura del caseificio.
L’operazione dei militari ha rimesso con forza l’accento sulla necessità di introdurre una “filiera controllata” dei prodotti.  L’allarme ancora una  volta arriva da Coldiretti che ha ribadito l’importanza dei controlli  e che conferma l’emergenza seguita dai carabinieri, in merito ai presidi degli allevatori ai porti e ai valichi dove è stato verificato un inquietante transito di sottoprodotti del latte. Secondo gli esperti, il consumo di questi latticini prodotti con latte scaduto non arrecherebbe particolari danni alla salute ma potrebbe provocare fastidi anche seri a bambini ed anziani. Secondo operatori del settore, inoltre, l’uso di pratiche vietate per la produzione di latticini sarebbe in aumento a causa della crescente domanda, da parte dei consumatori, di prodotti da acquistare a basso costo.
Il caseificio sequestrato è uno dei più importanti della zona e secondo gli investigatori forniva molte rivendite della Capitale anche nella grande distribuzione. Il titolare del caseificio è stato indagato dalla procura di Tivoli, per frode in commercio. A lui i carabinieri del Nas hanno anche contestato una serie di irregolarità amministrative.

                      

                                                                                                                                Adriana Aniballi