L’odissea quotidiana del pendolare tiburtino

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 Tra soppressioni e ritardi, treni stracolmi, sporchi e maleodoranti, continua ad essere una sorte di odissea quotidiana il viaggio di andata e ritorno dei pendolari tiburtini verso Roma. Pendolari che iniziano a organizzarsi, tanto che nascono sulla rete blog, forum e gruppi di discussione dedicati proprio al viaggio giornaliero per la Capitale, nei quali diventa una notizia sensazionale se una volta un treno arriva puntuale.

“Segnaliamo una serie di soppressioni e ritardi consistenti – si legge nel sito del “pendolare della ferrovia Tivoli Roma”  -. Tra i treni si segnalano in negativo il 24006 da Roma Tiburtina a Guidonia (poco frequentato), ma soprattutto il treno corrispondente 24017, che da Guidonia riparte alle 8,25 in direzione Roma Tiburtina.
Questa settimana sono stati soppressi ben due volte, mercoledì e venerdì. La mattina di mercoledì scorso in direzione Roma Tiburtina si è pertanto verificato un buco di 1 ora tra il treno proveniente da Mandela-Sambuci (in ritardo di 20 minuti) e quello di Tivoli (in ritardo di 30 minuti). Anche i treni provenienti da Pescara hanno accusato ritardi consistenti. Il 2371 è transitato con ritardo colossale, molti pendolari che erano scesi a Prenestina per cambiare a Termini sono rimasti buggerati, ed hanno dovuto attendere un’ora per riprendere un treno diretto a Tiburtina, perdendo quasi mezza giornata di lavoro”.

Un altro aspetto negativo riguarda le carrozze dei treni. “I materiali sono stati rimescolati – si legge nel blog -. Da Tivoli sono partite più carrette Ale801/940 del solito. Ciò rappresenta un campanello d’allarme: sospettiamo che il motivo del disservizio siano le carenze ormai strutturali del materiale rotabile, che ormai è giunto alla fine della sua vita operativa,con automotrici di 40 anni or sono che mal sopportano carichi stracolmi come quelli mattutini”.

Tra l’altro anche la manutenzione delle rotaie secondo i racconti lascia molto a desiderare. “All’altezza del bivio di Casal Bertone – ha scritto uno dei pendolari –  ai lati della ferrovia è presente una folta vegetazione, i cui rami, sempre più sporgenti, battono violentemente contro i finestrini dei treni. I malcapitati passeggeri che a causa del fetore e dell’assenza di aria condizionata riescono ad aprire i finestrini, hanno rischiato di essere feriti e di essere accecati dai rami che entravano dentro alle carrozze. Come minimo si verifica un “effetto frusta”, con il ramo che entrando nel finestrino si piega e graffia il malcapitato passeggero. Sono mesi che i rami crescono e nessuno, tanto per cambiare, prende provvedimenti”.