Alstom, niente chiusura ma serve un pian

0
30


Non si chiuderà bottega ma si metterà a punto un nuovo piano industriale e d’investimento che coinvolgerà sia i lavoratori che l’azienda Alstom di Colleferro specializzata in costruzioni meccaniche d’ingegneria ferroviaria. Questo l’esito dell’incontro di ieri a Frascati tra i vertici della multinazionale francese Alstom e l’organismo sindacale europeo del gruppo. Una riunione a porte chiuse, presso l’Hotel Domus, con presidio esterno dei lavoratori di Colleferro raccolti in un agitato ma composto sit in. Certamente meno tesi dopo l’esito della giornata dell’altro ieri che li ha visti impegnati in un “sequestro simbolico” di tre manager aziendali a seguito dell’annuncio della chiusura della sede entro nove mesi a causa di assenza di commesse nel settore della manutenzione del parco rotabile. I 150 dipendenti (dei quali 60 in cassa integrazione) dopo una prima mediazione a caldo curata dall’assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi, che ha confermato il segretario Filcem-Cgil di Pomezia Antonio Tiribocchi è stata sempre vicina ai lavoratori per 23 mesi “lottando per ottenere un progetto credibile”, hanno ottenuto due incontri decisivi: domani alla Regione Lazio e il prossimo venerdì 16 al ministero dello Sviluppo Economico. E anche se ieri pomeriggio i  dipendenti hanno portato a casa un impegno e un apertura di dialogo con la multinazionale non molleranno fin quando non riusciranno a vedere “fatti concreti e il loro lavoro salvo a Colleferro”. Questa la voce di Roberto Schietroma, Corrado Fanfoni, di Guido Binaco e altri dipendenti che lavorano a Colleferro da circa 15 anni e non intendono mollare moglie e figli  per essere ricollocati in Europa mentre assistono alla chiusura del reparto di saldatura: “il nostro lavoro italiano viene affidato in Polonia dove costruiscono treni regionali italiani”. 

E sostegno è arrivato anche dal deputato Pd Renzo Carella: “hanno mestiere e tecnologie avanzate, basta discussioni adesso Regione, Comune di Roma e ministero devono dar vita al polo manutentivo pubblico/privato per garantire manutenzione ai treni regionali ”. Incisivo anche l’intervento del presidente dell\’Unione degli industriali di Roma, Aurelio Regina che ha ribadito la necessità di “rafforzare l\’Unità di crisi presso il ministero dello Sviluppo economico con una task force con autorevolezza politica che sappia intervenire e valutare tempestivamente le emergenze”.