Velletri, ora il dissesto finanziario è ufficiale

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 Velletri, ora il dissesto finanziario è ufficiale

 

Dissesto doveva essere, dissesto è stato. Il dado è stato tratto coi voti favorevoli della maggioranza di centrosinistra: con l’approvazione della relativa delibera dalla tarda serata di mercoledì sono state ufficialmente avviate le procedure del dissesto finanziario. Velletri, di fatto, entra ufficialmente nella lista nera dei Comuni dissestati e lo fa al termine di una seduta consiliare protrattasi per diverse ore, tra animi tesi e frasi al vetriolo.

Dopo un anno e mezzo di governo, preso atto della situazione venutasi a creare, la maggioranza del sindaco Servadio, per espressa ammissione dei suoi componenti, si è vista costretta ad intraprendere una strada che lo stesso primo cittadino ha definito “dolorosa”. Una strada che non si saprà quanto irta e lunga, ma che di certo provocherà non pochi disagi “ad una città – lo ha rimarcato proprio il sindaco – che dovrà sostenere enormi sacrifici”.

Critico il centrodestra, che ha incassato senza porgere l’altra guancia le accuse di essere il vero artefice di una situazione contabile disastrosa. Al momento topico l’opposizione, dopo aver palesato la propria contrarietà, ha abbandonato l’aula, disertando la votazione. Tra i più adirati Gianni Cerini, per il quale non c’erano assolutamente le condizioni per dichiarare il dissesto. “Ci sono tesi certificate dal Commissario Prefettizio – ha dichiarato – che confutano quanto emerge oggi. Mi auguro – ha aggiunto – che venga fatto ricorso in tutte le sedi, compreso il Tar, per questo danno irreparabile che viene inferto alla città”. Più morbida la posizione di Giancarlo Righini (Pdl) e Rolando Cugini (Mpv) che hanno comunque espresso perplessità legate alla tempistica del provvedimento.

Alcune congetture della controparte, che ha accusato la maggioranza di aver ‘giochicchiato’ coi numeri, hanno scatenato il risentimento di un centrosinistra che non ha rigettato al mittente la paternità di un dissesto che sino a qualche mese fa sembrava scongiurabile. Impietosi i riscontri pervenuti dai Revisori dei Conti: “Bisogna ripristinare gli equilibri perduti – ha detto il dottor Cossiga – partendo dal presupposto che in 10 anni non c’è mai stato un conto economico che abbia chiuso in utile”. “L’ente si è venuto a trovare nelle condizioni di non poter più erogare i servizi indispensabili” ha quindi rimarcato l’assessore al Bilancio Adalberto Palmieri. “In questo anno e mezzo – gli ha fatto eco il capogruppo del Pd Gianfranco Cestrilli – le abbiamo provate tutte, aumentando le entrate e tagliando le spese superflue…”. Evidentemente non è bastato…

                      

                                                                                                                      Daniel Lestini