Lanuvio, una donna denuncia uno stupro da parte dell’ex convivente: la Polizia indaga

0
26

 A breve la scientifica emetterà il suo verdetto di colpevolezza o meno nei confronti di Marco (nome di fantasia), il 31 enne italiano, arrestato dalla polizia di Albano diretta dal dottor Giordano, che due notti fa avrebbe violentato una ragazza di 28 anni filmandola addirittura con il cellulare. Tagli, lividi, graffi e tanta paura per Fabiola che l’altro ieri mattina, stretta vicino alla madre, si è presentata al pronto soccorso di Albano e ha denunciato il suo ex convivente per stupro, minacce, lesioni e sequestro di persona. E subito sono scattate le manette per l’uomo. Erano circa le 7.30 della sera, Marco era d’accordo con Fabiola, che vive ad Ariccia: sarebbero usciti a fare due chiacchiere in un locale, nei dintorni. Tra una parola ed un’altra, l’uomo, subito dopo aver preso la ragazza a casa, si sarebbe diretto verso una località della periferia di Lanuvio conosciuta come “lo Scapicollo”. Fabiola racconta di essersi stranita per il cambio di programma e di aver visto Marco che iniziava ad aumentare il suo stato nervoso fino ad arrivare a perdere l’autocontrollo e tirare fuori un machete, arma che teneva in casa. “Spogliati” le avrebbe detto a quel punto, tenendo la ragazza sotto tiro con l’arma, poi lo stupro, le lesioni provocate con tutta probabilità con un accendino dalla parte tagliente, a partire dal volto fino al resto del corpo. Soltanto la mattina Marco avrebbe riportato Fabiola a casa, dove ad aspettarla c’era sua madre. Fin qui tutto farebbe pensare, senza alcuna esitazione, all’ennesimo brutale fatto che ha coinvolto una ragazza vittima di un “ex” diventato violento. Al pronto soccorso di Albano la prognosi per la ragazza è stata di 25 giorni, i medici hanno riscontrato segni di “avvenuti rapporti sessuali” e di tagli sul volto e per il corpo e questi elementi hanno fatto sì che per il presunto stupratore scattasse l’arresto. Adesso Marco si trova nel carcere circondariale di Velletri. “Prima abbiamo avuto un regolare rapporto sessuale al quale lei si è mostrata consenziente, poi abbiamo perso il controllo e iniziato a litigare” sarebbe più o meno questa la versione raccontata da Marco agli investigatori. Una storia dove tutti i tasselli non risultano completamente al loro posto e nella quale gli inquirenti vogliono vederci chiaro, soprattutto sulla dinamica e i ruoli degli attori: la ragazza vittima e l’ex convivente carnefice o semplicemente Fabiola carnefice di se stessa e vittima degli eventi? La donna risulta essere oltre che una pluripregiudicata anche, secondo indiscrezioni, una persona dal temperamento irascibile con un trascorso alle spalle piuttosto difficile e per questo, gli investigatori non escludono l’ipotesi di autolesione provocata durante la violenta lite, forse sotto minaccia dell’uomo.

 

                                                                                     Maria Chiara Shanti Rai