Ostia, perquisite le abitazioni dei baby gangster: trovate armi bianche e bandiere della Rsi

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Non si fermano le indagini della Polizia di Stato sulle baby gang responsabili delle aggressioni di qualche giorno fa, ad Ostia. Sabato scorso, gli agenti del commissariato locale, al comando del dottor Antonio Franco, hanno perquisito otto abitazioni di alcuni di loro, minorenni. Il materiale sequestrato fa pensare che si tratti di aggressioni a sfondo razzista: si tratta infatti di oggetti quali armi bianche, due mazze da baseball, una  katana, un machete, coltelli, tirapugni, uno sfollagente retrattile e una piccola quantità di hashish, fino a un piccolo busto di Mussolini e una bandiera della Repubblica Sociale Italiana. I ragazzi si facevano fotografare alla  stazione Lido Nord in posa con il braccio teso, e da li partivano per i loro raid lungo il litorale. Non mancavano poi le aggressioni verbali con insulti razzisti quali “frocio comunista” o “sporco negro”, a cui seguivano le percosse. Gli episodi riguardano le aggressioni ai danni di due polacchi, con frasi offensive e razziste, a via delle Repubbliche marinare il 28 settembre, il pestaggio di un giovane bielorusso sul pontile di Ostia il 17 ottobre, e il pestaggio, il 24 ottobre scorso, ai danni di un giornalista, reo secondo gli aggressori di aver avuto un abbigliamento "da omosessuale". Su quest’ ultima, però, il sostituto procuratore del tribunale dei minori non ha ancora ipotizzato un coinvolgimento della baby gang. Otto sono i giovani indagati per concorso in lesioni aggravate a sfondo razziale e xenofobo e possesso di armi bianche. Degli otto indagati, denunciati a piede libero, tre hanno responsabilità dirette nell\’aver partecipato alle aggressioni. I ragazzi, tutti incensurati tranne uno, hanno un\’età che va dai 14 ai 18 anni. Dietro a tutte queste storie ci sarebbe un capo della gang: “Er ciccione”, così lo chiamavano nel giro. Secondo quanto è stato possibile ricostruire dagli inquirenti tutti i giovani coinvolti nelle baby gang proverrebbero, stando a quanto spiega il dirigente del commissariato di Ostia, Antonio Franco, “da famiglie normalissime, medio borghesi”. "Sono giovani che non appartengono a nessuno schieramento politico – ha commentato il presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani – che non hanno niente a che vedere con la politica, ma che rientrano nella categoria degli idioti, categoria che è presente purtroppo in ogni comunità”.