Necessario sostituire il pozzo a Colleferro

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“Sto aspettando i risultati delle analisi del pozzo che il commissario Di Palma si è offerto di mettere a nostra disposizione in attesa di risolvere la problematica della contaminazione”. E’ attesa per oggi la decisione di revoca o meno del divieto di consumo dell’acqua potabile nel centro di Colleferro dopo l’ordinanza sindacale di venti giorni fa. Lunedì scorso, il Comune di Colleferro aveva avviato un piano di emergenza idrica con l’ipotesi di sostituzione del pozzo numero 7, dove è stata rilevata la contaminazione, con un altro messo a disposizione dell’ufficio commissariale per l’emergenza della Valle del Sacco. 

“Quel pozzo ci fornirebbe l’acqua necessaria alla rete nel caso dovessimo chiudere il pozzo 7  – spiega il sindaco Cacciotti – e avere così il tempo per effettuare i lavori senza far mancare totalmente l’acqua ai cittadini. Abbiamo già avviato la gara per la perforazione del nuovo pozzo, il numero 8, e stiamo predisponendo per farne anche un altro ma è una corsa contro il tempo e capisco che togliere completamente l’acqua per settimane sarebbe una complicazione in più per la vita delle famiglie. Ci tengo a ribadire, tuttavia, che le problematiche che stiamo avendo in questi giorni sono dovute ad infiltrazioni di origine batteriologica e non chimica. Per questo, in accordo con le autorità sanitarie, si è deciso solo per il divieto previa bollitura. Non abbiamo nulla da nascondere al riguardo e, proprio per una totale trasparenza, ricordo che tutti gli atti sono nei nostri uffici a disposizione dei cittadini”. Ieri il tema dell’acqua è stato al centro anche di un Consiglio comunale dove non sono mancate le polemiche soprattutto sulla gestione della Italcogim. Nel frattempo si susseguono incessantemente giorno dopo giorno i tavoli tecnici, ai quali siedono anche medici dell’Ufficio di Igiene dell’Asl RmG, tra cui il responsabile, dott. Blasetti per decidere le modalità di intervento. L’unica magra consolazione per i cittadini di Colleferro è che non dovranno pagare la bolletta per il periodo di divieto. Già, ma chi li rimborserà dei disagi patiti?