Albano, morto in barella: si indaga

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Anche la Commissione d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali della Camera dei Deputati ha aperto un’inchiesta sul decesso del paziente morto su una barella del pronto soccorso dell’ospedale San Giuseppe di Albano Laziale senza aver trovato un posto letto. La notizia è giunta ieri accompagnata dal commento del presidente Leoluca Orlando, secondo cui bisognerà accertare eventuali responsabilità di sanitari e dirigenti amministrativi e si proceda, con rigore, ad applicare sanzioni, se   non vogliamo che inefficienze strutturali e  lacune organizzative facciano registrare altri morti che rischiano apparire ed essere veri e propri  omicidi».

La morte del sessantenne, avvenuta venerdì mattina, ha scatenato numerose reazioni di indignazione in tutta la provincia di Roma e non solo. L\’uomo era ricoverato d\’urgenza mercoledì scorso per un\’insufficienza respiratoria e per tre giorni è rimasto su una barella del pronto soccorso, dove poi è deceduto. A raccontare la drammatica storia al Tg3 è stata la moglie della vittima, che era cardiopatico, diabetico e obeso.  \’Aveva bisogno di cure specifiche invece e\’ stato tenuto per tre giorni al pronto soccorso\’. L\’uomo era cardiopatico, diabetico e obeso. «Mi ha detto "Angela, portami via perché mi fanno morire" – ha ricordato la donna -. Gli ho risposto "Non ti preoccupare, domattina ti portiamo via". Abbiamo pensato noi a trovargli un letto ad Aprilia chiamando da casa, ma quando siamo arrivati era già morto».

La famiglia ha denunciato l\’ospedale. La Procura di Velletri ha aperto un\’inchiesta, e così pure la Regione Lazio.

Il Direttore Sanitario della Asl RmH, Vittorio Amedeo Cicogna, si è difeso spiegando che «presso il Presidio di Albano» non erano «disponibili posti letto» e per questo «è stata iniziata la ricerca di posti letto  presso gli ospedali della provincia e della città di Roma mediante l\’invio di numerosi fax. Tale ricerca è proseguita nel pomeriggio del giorno 9 dicembre e per l\’intera giornata del giorno 10, senza ottenere disponibilità. In attesa del trasferimento il paziente – ha comunque osservato Cicogna – è stato assistito regolarmente su uno dei posti letto tecnici di cui è dotato il P.S, completo di tutti presidi necessari». Ma non sufficenti, evidentemente.

La morte del sessantenne ha scosso la cittadina di Albano. Il sindaco Marco Mattei ha espresso vicinanza alla «famiglia in questo momento di profondo dolore».  Mattei difende il lavoro di «medici, infermieri e personale ausiliario» del pronto soccordo del San Giuseppe, che  «fanno il proprio dovere in condizioni di difficoltà estrema, con passione e abnegazione». «Non si può e non si deve ricercare a tutti i costi il colpevole», ha detto il sindaco. 

Parole di dolore sono state pronunciate anche dal capogruppo in Consiglio comunale del Pd Nicola Marini: «Davanti a una tragedia come questa e con gli organi inquirenti al lavoro per accertare i fatti, solo il silenzio mi sembra opportuno in presenza del grande dolore che sta vivendo questa famiglia».

 

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