Monte Compatri, i Vbr: quel palazzone copre la vista della passeggiata

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 Ci risiamo: panorami e “belle vue” occultati per sempre dal cemento. Gli impegni presi di Commissioni mai convocate e l’indifferenza nel Consiglio Comunale di Montecompatri hanno prodotto l’ennesimo scempio questa volta ai danni della storica veduta del paese dalla passeggiata. Una cartolina inesorabilmente trasformata da 14 miniappartamenti che stanno sorgendo prospicienti la rinomata camminata di Montecompatri al posto di un edificio, quello dell’ex-esattoria che però non arrivava al manto stradale. A segnalarlo è il capogruppo dei Verdi Bianchi e Rossi, Renato Vernini, che aveva presentato già due interrogazioni consiliari sul degrado dell’area, trasformatasi nel frattempo in un vero immondezzaio, e la contestuale destinazione della stessa per un progetto di pubblica utilità: un parcheggio sottostante il belvedere ed il suo sbocco sulla via Maremmana di una strada a senso unico per il quale si era assunto l’onere di reperire i fondi necessari, con una spesa decisamente inferiore a quella di un fin troppo ambizioso progetto già esistente per la realizzazione di un parcheggio interrato, il cui iter era decaduto.

Il 30 aprile dunque in Consiglio comunale la “doccia fredda” per i VBR che, pur confessando di non aver colto appieno il grave impatto che la costruzione avrebbe avuto sul paesaggio, ne avevano contestato comunque l’opportunità urbanistica. Di fronte ad un sindaco possibilista sull’eventuale indennizzo per la concessione dell’edificio attuale, è arrivato però il no deciso del vicesindaco con delega all’Urbanistica, D’Acuti: “Siamo stati noi a ribassare l’edificio a 8,70 metri all’imposta, ovvero il punto in cui inizia il tetto e a determinare l’atto concessorio a seguito dell’iter del parere paesaggistico concluso nel 2006. Ci vogliono 800 mila euro per acquistare in zona B1 – prosegue il vicesindaco – e  non è neanche il caso di sposare una lunga causa lasciando nel degrado quell’area per molto tempo”. Di diverso parere è ovviamente Vernini secondo il quale la concessione andava intercettata contro tutte le controversie giudiziarie e limitata ulteriormente l’altezza dell’edificio perché, a dispetto della sua risoluzione nell’immediato, quel palazzone rimarrà in eterno gravando non solo sul panorama ma anche sulle necessità del paese sotto il profilo dei servizi alla collettività.

                                                                                                                   dz