Gaia, ancora proteste a Colle Fagiolara

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 Contrordine sindacale: «I versamenti dei Comuni morosi non bastano, rimaniamo in attesa di un incontro con il commissario». Sembrava tutto temporaneamente risolto al Gaia di Colleferro e invece ieri si è svolto l’ennesimo presidio alla discarica di Colle Fagiolara. Un presidio spontaneo che ha però intimidito i camion in fila per conferire i rifiuti in discarica, al punto che nessuno ieri ha potuto scaricare. Da indiscrezioni sembra che gli stipendi siano stati finalmente accreditati ieri, un ritardo che non è andato proprio giù ai lavoratori. “Non solo ci hanno comunicato la mancanza di liquidità il giorno prima dello stipendio, ora si tarda ancora nel pagamento – affermano i lavoratori in presidio permanente dalle 7 di ieri mattina a Colle Fagiolara – dobbiamo attendere la prossima settimana per avere la valuta dello stipendio, ma questo non basta, perchè si risolve al momento lo stipendio di gennaio, tra meno di un mese ci troveremo di nuovo a questo punto, ormai ne siamo certi, i comuni morosi hanno fatto dei versamenti vergognosi in confronto a tutto quello che devono ancora versare e alcuni proclamano anche l’uscita da Gaia, siamo veramente fuori da ogni logica di responsabilità”. In questi giorni, infatti, il comune di Valmontone ha versato 200 mila euro e subito dopo ha annunciato di uscire dal Gaia, 400 mila i fondi versati da Frascati, ma i due comuni totalizzano insieme oltre sei milioni di debiti. E poi ci sono i casi limite di Fiuggi con 3.466.856,75 euro e Subiaco con 2.509.397,06, dove l’altro giorno un netturbino di sua spontanea volontà ha scaricato un secchio di immondizia davanti alla sede comunale come atto dimostrativo. I sindacati fanno sapere che ora risulta difficile controllare l’agitazione dei lavoratori. “Pur essendo arrivati con notevole ritardo gli stipendi di gennaio – dichiara Remo Cioce – la situazione ripresenterà analoghe criticità per febbraio. Tutti i lavoratori si augurano di non dover ricorrere a lotte estreme per veder garantiti i loro stipendi. Ciò sarebbe un problema anche per i candidati alla presidenza della Regione Lazio, che si troverebbero a doversi confrontare con tale grave situazione. E in ultimo mi chiedo: dov’è la finita la Regione Lazio?”