Usura, 3 arresti: incubo finito per un imprenditore

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 Tre persone arrestate per estorsione e usura e beni sequestrati per svariati milioni di euro è il bilancio di un\’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, a Roma, contro la storica famiglia di nomadi stanziali dei Casamonica che nella Capitale conta più di 400 elementi. Le accuse sono quelle di estorsione e usura. I sequestri riguardano ville, appartamenti, terreni, intere palazzine, fabbricati, conti correnti, gioielli e auto di lusso tra cui anche una Ferrari e sono stati compiuti nei comuni di Roma, Ciampino, Frascati, Zagarolo e Viterbo. 

Le indagini sono partite a settembre quando ai carabinieri è giunta la segnalazione, da parte dello sportello antiusura di Frascati, della denuncia di un imprenditore di Ciampino, impegnato nel business del movimento di terra e dei pozzi artesiani, dissanguato da anni di strozzinaggio. L\’uomo, negli anni \’90, si era infatti rivolto al clan criminale per avere dei soldi, per un ammontare di trenta milioni di lire, che gli servivano per curare la figlia malata. Gli interessi sul prestito erano del 15, 20% al mese, impossibili da pagare. L\’imprenditore ha dovuto quindi vendere l\’azienda e tutte le proprietà, arrivando a chiedere soldi persino ai familiari, indebitatisi a loro volta. Ciononostante, negli anni l\’uomo aveva accumulato un debito di 500 mila euro. Un incubo dove le minacce degli strozzini nei confronti suoi e della famiglia erano praticamente quotidiane. Ormai senza più risorse e con il fiato dei persecutori sul collo, l\’uomo si è deciso a chiedere aiuto. Prima allo sportello antiusura, poi ai  carabinieri di Frascati.  In manette sono finiti R.C. 50enne, la compagna M.G. e C.D.G. 58enne soprannominato "l\’ottavo re di Roma". Dalle indagini patrimoniali è emerso che i tre, ufficialmente nullatenenti, avevano accumulato negli anni con l\’attività di usura un patrimonio di oltre 15 milioni di euro.