Pomezia: si rompe la scala, muore operaio 42enne

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 Pomezia, ore 11 di ieri mattina. Un operaio di 42 anni si arrampica su una scala per riparare l’impianto di illuminazione all\’interno di un\’azienda di serigrafia. La scala si rompe, spezzandosi letteralmente in due, facendo precipitare l\’uomo nel vuoto da un\’altezza di circa 8 metri. Un impatto violento, fatale all\’operaio, che muore sul colpo. Inutili i soccorsi, perchè il dipendente di una ditta che si occupa di manutenzione, all\’arrivo del 118, è già senza vita. I carabinieri di Pomezia hanno aperto un\’inchiesta sull\’ennesimo incidente, purtroppo mortale, avvenuto sul luogo di lavoro. Anche i tecnici dell’Ispesl e della Asl Roma H di Albano Laziale sono intervenuti sul posto e il loro apporto sarà importante per accertare le eventuali responsabilità e valutare eventuali infrazioni alle norme sulla sicurezza. "Voglio esprimere il mio cordoglio per l’ennesima vittima sul lavoro”, ha detto  Massimiliano Smeriglio, assessore provinciale al Lavoro e Formazione, spiegando come questa sia “l’ennesima morte che registriamo su un bollettino dai numeri drammatici". "Questo episodio – prosegue – ci ricorda che dobbiamo sempre tenere alta l’attenzione sul mondo del lavoro, difendendo i diritti dei più deboli, intervenendo sulla formazione e la sicurezza e sulla consapevolezza dei lavoratori". Il presidente del Consiglio regionale, Bruno Astorre, ha spiegato che “questo dramma non può e non deve passare sotto silenzio. La morte sul lavoro è un fatto che dobbiamo imparare a prevenire, e non a celebrare nel dolore. Alla famiglia del lavoratore deceduto esprimo il cordoglio mio e dell’intero Consiglio regionale del Lazio. Come uomo, come rappresentante delle istituzioni, non sono disposto a cedere alla logica della fatalità: la vita di chi lavora merita il massimo delle tutele, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente, nel rispetto di una società che si dica civile”. Per Alessio D’Amato, consigliere regionale del Pd, il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro “deve essere messo al centro dei programmi per le regionali perché nel Lazio, nonostante tutti gli sforzi, sono ancora molte le vittime”. “È necessario ed assolutamente indispensabile potenziare i servizi di prevenzione, derogando al blocco delle assunzioni voluto dal Governo nazionale, visto che nella nostra regione mancano circa 1.000 ispettori, e contemporaneamente migliorare il livello di coordinamento – aggiunge D’Amato – Non si può morire per lavorare. Ai familiari della vittima vanno la mia solidarietà e totale vicinanza in questo momento di dolore”.