Il primo giorno della Polverini

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 Arriva su una Fiat grigia alle 16:30 con mezz\’ora di ritardo sul cerimoniale. Scesa dall\’auto, percorre con passo deciso, senza fermarsi a salutare fotografi e giornalisti in attesa, il viale d\’ingresso e poi le scale che portano ai piani superiori della sede della Regione Lazio. L\’ingresso di Renata Polverini nella sua nuova casa istituzionale si consuma velocemente sotto un sole quasi estivo, accompagnato da un non troppo convinto «benvenuto presidente» proveninente dalle fila del suo staff. E\’ stata una giornata intensa quella vissuta ieri dalla neo governatrice del Lazio. Prima la proclamazione ufficiale presso la Corte d\’Appello, poi il passaggio di consegne con il vicepresidente uscente Esterino Montino, durato poco meno di mezz\’ora. Alle 17:00 Renata Polverini raggiunge giornalisti e fotografi nella sala Tevere, dove visibilmente commossa ringrazia sua madre Gianna, presente alla cerimonia in prima fila, e tutti quanti «hanno creduto in me». «Mi fa ancora strano vedere il mio nome sulla prima poltrona» dice con la voce rotta dall\’emozione. Poi annuncia che verificherà «i bilanci e le condizioni economiche della Regione», spiegando che ha già cominciato a lavorare per trasformare i sessanta punti del suo programma elettorale in «azione di governo» e mostrandosi fiduciosa sul compimento di «tutti gli obiettivi». Poche parole quelle spese da Renata sulla sua futura squadra di governo: «Nei prossimi giorni lavorerò alla costruzione della nuova Giunta, che sarà formata da persone perbene». Quasi un\’assicurazione preventiva dopo le grane che gli sono venute dalle improvvide richieste del sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo sul «non appaltare a Fazzone» che sono state catturate dai microfoni di Striscia la Notizia. Un grazie francamente dovuto, la Polverini lo ha rivolto alle province del Lazio che le hanno di fatto consegnato una vittoria forse insperata su Emma Bonino. Infine una promessa: «Sarà difficile che resti chiusa nelle stanze della Regione, chi mi conosce sa che è dura tenermi per troppo tempo chiusa dentro allo stesso posto. Non mi chiuderò nelle stanze di governo».



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