Guidonia: vietato morire nel giorno sbagliato, la denuncia

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   A Guidonia vietato morire nel giorno sbagliato e , se gli uffici sono chiusi, anche da defunti bisogna aspettare i tempi della burocrazia. Scartoffie,  code, file, orari al pubblico,  ultimi posti, neanche nell’ultimo viaggio se ne può fare a meno. La condanna, sia da vivi che da morti,  sembra essere eterna.  L’ennesima disavventura vissuta da una  normale cittadino è avvenuta a Guidonia, che con una lettera di protesta punta il dito contro l’operato della amministrazione comunale. L’unica colpa di Gualtiero Terenzi, è stata quella di essere andato a chiedere un loculo per un caro defunto, nel giorno in cui gli uffici cimiteriali del Municipio non ricevono e, per questo è stato rimandato a casa senza possibilità d’appello con tanto di salma in casa. “A seguito di un lutto – ha spiegato Terenzi – sono andato all’ufficio cimiteriale di Guidonia,( all\’interno della "Triade" in via Roma) per chiedere un loculo; all’ingresso il vigilante mi ha detto che non era giorno di ricevimento e pertanto non mi poteva far entrare. Cosi visto la difficoltà e dovendo pur dare una giusta sepoltura al defunto, che era in casa, gli ho chiesto gentilmente se poteva chiedere all’ufficio la possibilità di essere ricevuto lo stesso”. Dall’ufficio però, evidentemente senza alcuna comprensione è arrivata risposta negativa. Da qui la decisione del signor Terenzi di intervenire parlando “telefonicamente con un impiegato  il quale  – racconta – mi ha ribadito che non essendo giornata di ricevimento non era possibile incontrare il pubblico, ma solo le agenzie funebri”.  Solo dopo  una certa insistenza e, “perché doveva fumarsi una sigaretta”, ha ribadito nella sua lettera di protesta Terenzi, “l’impiegato  è uscito dall’ufficio e, parlando sul marciapiede,  ha spiegato le sue ragioni e  le diverse difficoltà che ci sono nella gestione del cimitero”. Solo un posto in quarta fila, ha concesso l’impiegato, da assegnare non subito ma, come da prassi solo il giorno del trasporto, ovvero la mattina prima di celebrare il funerale.  Solo che per “accaparrarsi” il loculo in tempo utile gli è stato consigliato di recarsi presso quegli uffici ancora una volta, molto presto intorno alle 7,30 per fare la fila,  “e farmi assegnare il loculo prima di qualche agenzia” ha spiegato  Terenzi  che dopo l’odissea vissuta ha deciso di denunciare, non tanto il comportamento degli impiegati,  “che penso rispondano a delle direttive – dice –  ma il Comune, che permette di gestire un ufficio che si occupa di materia così delicata in questo modo. Quando una persona  si trova di fronte ad un evento così  doloroso, – ha concluso Terenzi – dovrebbe esser trattato in maniera diversa. E’ il Municipio che  dovrebbe organizzare gli orari in modo tale da  ricevere i cittadini che ne hanno bisogno tutti i giorni e con una giusta accoglienza. Altrimenti dovrebbero parlare con il buon Dio e comunicargli i giorni stabiliti, cosicché lui possa regolarsi di conseguenza”.

 

 

                                                                                             Adriana Aniballi