Parco Talenti di via Matteo Bandello: ritrovato cadavere di un uomo in avanzato stato di decomposizione

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 Un cadavere in avanzato stato di decomposizione di un uomo di carnagione bianca, è stato rinvenuto intorno alle 11.45 di ieri mattina vicino a un terreno di una polisportiva privata in via Matteo Bandello, nel quartiere Talenti. A scoprire il corpo senza vita sono stati alcuni giardinieri. La vittima, probabilmente sulla quarantina, doveva essere deceduta già da qualche giorno, forse quattro-cinque. A quanto si apprende, la zona dove è avvenuto il ritrovamento sarebbe frequentata di giorno da persone che portano a spasso il cane e di notte da tossicodipendenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Talenti e della compagnia Montesacro, avvertiti da uno dei giardinieri (un altro, secondo alcune indiscrezioni, alla vista del cadavere avrebbe accusato un lieve malore). Al 90% la causa del decesso dovrebbe essere overdose di droga. La zona dove è stato trovato il corpo, in passato ha già registrato casi analoghi di decesso, sempre nei pressi del parchetto di Talenti. Tre le possibili congetture formulata dagli inquirenti: suicidio tramite iniezione eseguita personalmente, pista più improbabile; overdose per droga tagliata male, pista più probabile; suicidio assistito tramite terzi. Nei paraggi è stata anche rinvenuta una siringa con sangue, tuttavia potrebbe non trattarsi del sangue della vittima, data l’altissima concentrazione di tossicomani e siringhe nella zona. L’area confina con via della Cecchina, via Cecco Angiolieri ed è a due passi dal mercato rionale di via Franco Sacchetti. Il boschetto di sterpaglie ed erbacce piuttosto alte, edere e licheni si apre su un baratro che abbraccia il campetto di calcio in terra battuta della Polisportiva Talenti. La vittima, probabilmente sulla quarantina, doveva essere deceduta già da qualche giorno, forse quattro-cinque: e le piogge torrenziali di questo ultimo periodo hanno di certo contribuito ad accelerare i processi di decomposizione organica del corpo.

 

                                                                                                         Federico Ligotti