Pomezia, si dimette il sindaco De Fusco

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 Il sindaco di Pomezia è dimissionario, vittima di profondi dissensi e comportamenti ostili proprio all\’interno della sua maggioranza. E\’ pur vero che dalle dimissioni ha ancora 20 giorni di tempo prima che la sua decisione apra la via al commissariamento del Comune che, come ci conferma l\’onorevole Renzo Carella, «sarebbe una grave iattura, perchè inevitabilmente la maggioranza si presenterebbe divisa alle elezioni, con il rischio reale di consegnare  l\’Amministrazione alla destra». Tuttavia il Pd già da lunedi prossimo tenterà di ritessere la tela della maggioranza per giungere a soluzioni condivise. Tutta la questione delle dimissioni ruota attorno alla nomina di un sindaco e dei due revisori dei conti a ridosso della presentazione del bilancio. Una decisione che tardava a venire dalla maggioranza in Consiglio , tant\’è che, su suggerimento dello stesso segretario comunale e senza alcuna forzatura della legge, la palla passava a Mesturini, presidente del Consiglio comunale di Pomezia, il quale in vista degli adempimenti procedurali per il bilancio provvedeva d\’ufficio alle nomine. Ed è a questo punto che inizia la \’bagarre\’ animata con straordinaria solerzia da Italia dei Valori, che peraltro ha espresso in Giunta l\’assessore al bilancio, da Sinistra e Libertà e Rifondazione Comunista. Ad alimentare le polemiche anche una lettera del Prefetto, che pur non contestando la legittimità del provvedimento di Mesturini, suggeriva di riportare tutta la vicenda in Consiglio. Atteggiamento  piuttosto singolare, visto che se le nomine fossero state sia pur lontanamente illegittime, il Prefetto stesso avrebbe disposto tutti i poteri per revocarli. La questione delle nomine ritorna quindi in Consiglio dove, evidentemente senza un preventivo accordo fra tutte le componenti della maggioranza, a sindaco del collegio viene eletto il presidente dell\’Italia dei Valori, mentre revisori dei conti vengono nominati due consiglieri dell\’opposizione, quanto basta comunque a De Fusco per sentirsi \’sfiduciato\’ e ricorrere correttamente all\’istituto delle dimissioni. Resta comunque difficile da comprendere anche per il cronista più smaliziato, le vere ragioni dei contrasti nella maggioranza, che agli occhi dell\’opinione pubblica pometina non esce sicuramente rafforzata.

 

                                                                                                                gl