Intervista al presidente del Municipio VI Giammarco Palmieri

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Presidente Palmieri, la sua legislatura sta per varcare la boa di metà percorso. Può sintetizzarci un bilancio del lavoro fatto? In quali azioni e interventi si è sostanziata l’azione amministrativa e politica del Municipio VI?

Questi primi due anni di attività sono stati fortemente segnati dalla difficoltà di programmazione dovuta ai continui ritardi nell’approvazione del bilancio da parte del Comune di Roma. Ricordo che già lo scorso anno il bilancio fu approvato a fine marzo, mentre quest’anno, addirittura, ancora non c’è. Prima ancora, dopo pochi mesi dal nostro insediamento, il Comune decise di toglierci tutti i soldi risparmiati negli appalti precedenti, i ribassi d’asta, che per il Municipio Roma 6 significavano circa quattro milioni di euro con i quali stavamo progettando importanti interventi.

In ogni caso, tra i tratti distintivi della nostra attività c’è la scelta di puntare fortemente sugli asili nido, al fine di abbattere la lista d’attesa. Abbiamo già aperto un nuovo nido da novanta posti, e ne abbiamo programmati altri tre.

C’è stata poi una forte attenzione al verde pubblico, dove abbiamo operato anche al di là delle competenze del Municipio, chiedendo al Dipartimento un nullaosta per effettuare potature e girando al Comune fondi municipali per la realizzazione di opere importanti, come il completamento del parco della Snia e l’avvio della riqualificazione del Giardino dei Ciliegi, previsto per settembre.

Se dovesse ricordare tre iniziative particolarmente incisive ed apprezzate, quali azioni citerebbe con più soddisfazione?

Innanzitutto l’apertura del Distretto Sanitario Santa Caterina della Rosa, ottenuta grazie ad un importante lavoro congiunto con la precedente Giunta Regionale.

Poi l’apertura del nuovo asilo nido di via Policastro, da novanta posti.

Infine l’apertura del nuovo centro della cultura e delle generazioni in via Isidoro di Carace.

In queste settimane si discute di un tema molto caldo, ossia la mancata approvazione del bilancio comunale che crea diversi problemi alle amministrazioni municipali e ai territori. Può spiegarci dove il Municipio è costretto a tagliare o sarà costretto a ridimensionare, e di conseguenza su quali servizi i cittadini soffriranno maggiormente?

Il tema del bilancio pesa naturalmente su tutti i settori di attività del Municipio. Ad esempio, dall’inizio dell’anno non abbiamo finanziato direttamente alcuna iniziativa culturale o sportiva, siamo in enorme sofferenza con le manutenzioni ordinarie di strade e scuole e corriamo il rischio a breve di non avere più i toner per stampare i certificati che i cittadini richiedono ai nostri uffici anagrafici.

Ma il settore nel quale la mancanza del bilancio ha effetti più drammatici è quello dei servizi sociali. Già da alcune settimane abbiamo interrotto il servizio di dimissioni protette per anziani, siamo agli sgoccioli per quanto riguarda l’assistenza domiciliare per i disabili e per gli anziani e per il centro diurno Alzheimer, non ci sono i soldi per il nuovo bando per l’assistenza ai ragazzi disabili nelle scuole, né per i centri ricreativi estivi.

 

 

 

 

 

L’attuale manovra finanziaria del governo ha puntato l’indice sul tema dell’inutilità presunta dei governi di prossimità, tagliandone i costi e riducendone le possibilità d’intervento. Che cosa ne pensa in merito? Ci sono dei costi che la democrazia non può sopportare? Qual è il confine tra proposte demagogiche e razionalizzazione delle spese?

La proposta di azzerare completamente i gettoni di presenza per i consiglieri municipali ha una duplice funzione. Da una parte additare all’opinione pubblica le istituzioni di prossimità quali responsabili degli sprechi della politica e dall’altra mortificare ulteriormente i Municipi e la loro voglia di operare nell’interesse dei cittadini.

In entrambi i casi si tratta di idee eversive, perché da una parte nascondono un tentativo di accentramento delle funzioni amministrative che impedirebbe ai cittadini di avere un rapporto diretto con chi li governa, dall’altra distolgono dai veri sprechi. E’ giusto risparmiare, ma si riducano innanzitutto gli stipendi da migliaia e migliaia di euro al mese, i vitalizi e i  benefit che esistono ad altri livelli.

Quali sono le priorità di governo sulle quali intende concentrarsi nei prossimi mesi? Quali sono gli interventi già programmati e che saranno realizzati a breve?

Sta per partire la riqualificazione di viale Partenope e di largo Bartolomeo Perestrello. Dopo l’estate interverremo in via dei Quintili, via Valente, sull’isola pedonale del Pigneto. Inoltre abbiamo ottenuto consistenti finanziamenti dalla precedente giunta regionale per importanti opere sul territorio, e mi auguro che entro la fine dell’anno sia possibile utilizzarli, perché senza bilancio anche i fondi già disponibili non sono utilizzabili.

 

                                                                                                                                                S.T.

 

 

 

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