Torpignattara, studente siciliano di 32 anni muore carbonizzato

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 Si chiamava Mirko Angelo Trevisiol il ragazzo, 32enne, che ha perso la vita a seguito dell’incendio divampato nelle prime ore dell’alba nell’appartamento in cui viveva a Torpignattara, in via della Marranella, 88. Si conclude così in tragedia l’assurdo episodio che, attorno alle 5 del mattino, ha innescato le fiamme nell’abitazione in cui vivevano, oltre al ragazzo deceduto, altri due suoi compagni di corso. Mirko, originario di Enna, si era trasferito nella capitale per potersi iscrivere all’Università La Sapienza e seguire i corsi della facoltà di Sociologia. Al momento dell’incendio, in casa, oltre a Mirko, si trovava anche Simone Bevacqua, coinquilino di Mirko, che è riuscito ad uscire indenne dall’appartamento e a mettersi in salvo con l’aiuto dei vigili del fuoco. Salva anche l’altra ragazza che divideva con i due ragazzi le spese d’affitto. Per sua fortuna al momento dell’incidente non era in casa. La stessa sorte non è, purtroppo, toccata a Mirko che, svegliato dal fumo proveniente dall’incendio e dalle fiamme che lo avevano ormai circondato, non è riuscite a raggiungere la porta di casa per mettersi in salvo. Al momento, non si conoscono con certezze le cause che hanno provocato l’incendio. Secondo i primi rilevamenti fatti dalla polizia e dai vigili del fuoco, una volta arrivati sul posto, le cause sembrano essere fortuite. Si esclude, quindi, al momento l’ipotesi dell’origine dolosa e si pensa o al classico mozzicone di sigaretta o ad un corto circuito. Ipotesi, quest’ultima, probabile viste le condizioni di forte degrado in cui versa la palazzina. Gli inquilini dello stabile preferiscono tacere su quanto accaduto, ad eccezione di una semplice constatazione di quanto accaduto. Alcuni residenti del palazzo di fronte, come il Sig. Luigi ci hanno confermato l’ora dello scoppio dell’incendio, le 5 circa, e il prolungarsi di fumo e fiamme, almeno, fino alle 7. Al punto che un tratto molto lungo di via della Marranella è stato subito chiuso al traffico per cercare di circoscrivere immediatamente l’area colpita. A nulla comunque è valso l’immediato intervento dei vigili del fuoco e della polizia, il corpo di Mirko è stato ritrovato fra il suo letto e la finestra, accasciato su un fianco, oramai privo di vita. Se, a questo punto, venisse confermata l’ipotesi del corto circuito si tornerebbe a parlare di una delle tante piaghe che da anni tormenta la capitale e tutti quegli studenti che decidono di trasferirsi per motivi di studio. Ovvero, quel mercato nero degli appartamenti affittati agli studenti, fatto di degrado, abbandono, opportunismo e “sciacallaggio”,  che invece di rappresentare il luogo in cui poter vivere ed iniziare una nuova vita diviene teatro di tragedie, verrebbe da dire “annunciate”, come quella di Mirko.

 

                                                                                                       Mauro Battiston