Olimpiadi sul lago di Castel Gandolfo, il sindaco non si arrende

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 “Avevamo ottenuto una promessa in fase preliminare, ma all’atto della presentazione della candidatura di Roma per le Olimpiadi di Roma 2020 siamo invece stati tagliati fuori. D’altra parte ormai, da qualche edizione, per le gare di canoa e canottaggio si preferiscono bacini artificiali. Ma noi vogliamo che Castelgandolfo resti una città olimpica”. Maurizio Colacchi lancia la propria ‘battaglia’. Persa la possibilità di poter ambire ad ospitare, come avvenne nel 1960, le gare a remi delle possibili Olimpiadi di Roma, Colacchi intravede un’altra possibilità per confermare i Castelli come sito a cinque cerchi. “La nostra offerta – dice il primo cittadino di Castelgandolfo – è quella di ospitare le gare di nuoto di fondo. D’altra parte, come anche i recenti mondiali di nuoto di Roma 2009 hanno dimostrato, svolgere questo tipo di prove in mare può dare problemi”. La scorsa estate teatro del fondo fu il mare di Ostia, ma le avverse condizioni meteo marittime costrinsero gli organizzatori a rinviare le gare in almeno un paio di occasioni. “La netta sensazione – dice ancora il sindaco – è che ci sia tutto lo spazio per inserirsi in un discorso del genere ed avviare il dialogo col comitato olimpico”. Certo è, comunque, che bisognerà per il momento far di tutto per permettere, tra due anni, a Roma di vincere la concorrenza delle altre città candidate ad ospitare la più importante manifestazione sportiva del mondo. “Il lago di Castelgandolfo – spiega Colacchi – può essere ancora un lago olimpico. Ci sono già aree dedicate e spazi che seppur da ristrutturare offrono già molte garanzie”. L’ipotesi di ospitare sul lago le gare di nuoto di fondo non appare affatto peregrina. “Da un primo riscontro – aggiunge l’assessore allo Sport Giacomo Moianetti – non ci sarebbero grossi ostacoli e non mi risulta che l’ambiente del nuoto di fondo rifiuti gare su spazi lacuali”. Senza dubbio una possibilità estremamente affascinante. “Non dimentichiamo che il prossimo 25 luglio le acque dei laghi castellani, Castelgandolfo e Nemi, ospitano – in coincidenza con l’attesa sagra delle Pesche – la gara internazionale di nuoto di fondo denominata ‘gara dei due laghi’. Questo a conferma della vocazione sportiva e naturalistica della nostra città e del nostro territorio”. Certo è che la possibilità che Roma torni ad essere una città olimpica mette in fibrillazione anche i Castelli Romani. Nel 1960 il territorio castellano fu protagonista delle Olimpiadi non solo per le gare di canottaggio ma anche per i concorsi ippici, tenutisi nel centro Coni del Vivaro. “Io credo – conclude Colacchi – che attivando le giuste sinergie i Castelli possano essere in grado di ospitare il nuoto di fondo, l’ippica ma anche le gare di mountain bike e, perché no, la maratona”. Più che una provocazione, una grandissima scommessa.

Marco Caroni