Primo giorno di scuola tra le proteste

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 La mattina in classe, poi tutti a protestare. Si sono visti caschetti gialli, palloncini, maschere bianche e bandiere rosse al presidio indetto ieri dal coordinamento scuola di Roma sulle gradinate del Ministero dell\’Istruzione in viale Trastevere nel giorno in cui le scuole romane riaprivano i battenti. I precari della scuola, i docenti e gli studenti hanno chiesto di rivedere i tagli e nuovi investimenti per l\’istruzione pubblica. Alla protesta, andata in scenda nel pomeriggio, hanno aderito i Giovani comunisti, la Federazione degli studenti, l\’Uds e l\’Fds, i Cobas e la Flt Cgil. I manifestanti, alcune centinaia, hanno bloccato il traffico in viale Trastevere, invadendo la carreggiata e bloccando la circolazione dei mezzi pubblici in entrambe le direzioni. In mattinata sit in di protesta erano stati organizzati dagli studenti anche davanti ai licei Tasso e Montessori. E proprio i malumori di genitori, insegnanti e studenti attorno alle tematiche della scuola hanno convinto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti che quello di ieri «è stato uno dei giorni di riapertura delle scuole italiane più brutti dal dopoguerra». L\’inquilino di Palazzo Valentini ha sottolineato che «ci sono meno soldi, meno aule, meno personale docente e non docente per i nostri alunni. Il tutto spesso condito con un aumento corposo delle tasse scolastiche per usufruire di servizi e mense». «A Roma e provincia ad esempio, come denuncia il coordinamento scuole secondarie di Roma, i tagli al personale docente e non docente, saranno pesantissimi: 300 unità per le scuole elementari, 100 per le medie e addirittura 700 per le superiori», ha spiegato Zingaretti, secondo cui «si tratta del più grande licenziamento di massa mai operato da un Governo che va a colpire l\’educazione dei nostri figli e il futuro del nostro paese». Il presidente della Provincia ha poi voluto rivolgere i suoi migliori auguri agli studenti italiani e del territorio romano: «Spero che in futuro possano esserci giorni migliori per la scuola pubblica nazionale e mi batterò in tutti i modi affinchè ciò avvenga». Infine Zingaretti ha ringraziato «fin d\’ora i dirigenti scolastici e tutto il personale docente e non docente che sarà anche quest\’anno in prima linea per affrontare i tanti problemi di una scuola ormai abbandonata dal Governo. È solo grazie alla loro estrema professionalità e grande passione che la scuola italiana riesce ad andare ancora avanti», ha detto.

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