Prati, scoperta la truffa delle case fantasma

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 Truffavano ignari acquirenti in cerca di casa. Un’organizzazione composta da quattro persone, apparentemente insospettabili, con ruoli e funzioni ben definite al suo interno e con un elegante ufficio nel quartiere prati come base, è stata scoperta dai poliziotti del commissariato Ponte Milvio al termine di un’articolata e complessa indagine. Un’avvenente signora di 45 anni, aiutata da tre complici, si muoveva a bordo di un’auto di lusso e si presentava ai potenziali clienti come amministratrice di società di servizi. Poi, millantando conoscenze all’interno della commissione assegnataria degli alloggi popolari proponeva l’acquisto di beni immobili di enti previdenziali a prezzi notevolmente vantaggiosi. Un ruolo di primo piano anche quello rivestito da un ex consigliere circoscrizionale che vantando conoscenze politiche nel quadro istituzionale, asseriva di poter “indirizzare” l’assegnazione degli appartamenti.

Il falso commercialista, in realtà un promotore finanziario, aveva il compito invece di individuare gli istituti di credito disposti a concedere i prestiti alle vittime e far versare le caparre. In caso di complicazioni, “interveniva” falsificando buste paga da allegare alla documentazione per il raggiungimento dei requisiti richiesti per la concessione del prestito.

Compiti di un vero e proprio fac-totum erano affidati al convivente della donna che si occupava di svolgere anche mansioni di autista e body guard.

Assegni a garanzia, documentazione finanziaria di vario genere e personal computer  sono stati sequestrati dalla Polizia nel corso delle perquisizioni all’interno della sede della società e nelle abitazioni degli appartenenti al gruppo criminale.  Una serie di raggiri, di ingegnosi artifizi e false promesse con i quali i truffatori sono riusciti a raccogliere secondo una prima ricostruzione degli investigatori, fondi per diversi milioni di euro.

Le indagini degli agenti del commissariato Ponte Milvio proseguono per individuare altre vittime della truffa e per ricostruire il reale volume di affari generato dall’illecita attività.  


                                                                                                                      Cinque