De Rita: \”Roma Capitale\” da riequilibrare con le province

0
23

E’ necessario un riequilibrio tra Roma Capitale e la Regione Lazio per garantire la ripresa economica, lo sviluppo e la crescita del territorio.Questa è l’opinione del presidente del Censis, Giuseppe De Rita che ieri ha preso parte al convegno promosso da Piccola Industria di Confindustria Lazio "Roma Capitale" presso la sede di via Noale.

"L'ex sindaco Veltroni – ha aggiunto De Rita – voleva far apparire Roma come una stella senza pari e Alemanno ha lo stesso orgoglio di vedere Roma Capitale sulla carta intestata senza attenzione per ciò che c'e' intorno”. Attraverso questo inedito paragone il presidente del Censis ha sottolineato la necessità di costruire un nuovo rapporto tra Roma e il territorio regionale superando l’idea di una capitale dominante dal punto di vista economico e politico.

Per avvalorare la sua tesi De Rita ha spiegato che nella regione alcune zone hanno avuto di recente un forte sviluppo tra cui ad esempio Civitavecchia, Allumiere, Monterotondo e Valmontone, dove gli addetti nei servizi e nell'industria sono cresciuti di circa il 22%.

E’ importante accompagnare uno sviluppo policentrico del Lazio che potrà essere gestito sul piano istituzionale dalla Regione e dal quale, nel futuro, sarebbe proprio la capitale a trarre i vantaggi più cospicui in termini di crescita economica secondo De Rita.

Il presidente della Bnl Luigi Abete, presente al convegno, ha sottolineato la necessità, sul piano istituzionale, di un accordo tra Comune e Regione sui decreti attuativi della legge su Roma Capitale. Inoltre, ha aggiunto altri due obiettivi raggiungibili attraverso un ruolo attivo della pubblica amministrazione: il rilancio degli investimenti nelle infrastrutture e la crescita dimensionale dell’impresa.

Più esplicito sul nuovo assetto istituzionale il presidente di Ance Lazio-Urcel Stefano Petrucci secondo il quale i confini di Roma Capitale non coincidono con quelli del Comune ma bisogna tenere conto di un’area vasta che interessa la Provincia di Roma e i limitrofi territori regionali.

Per avvalorare questa tesi sono stati citati come esempi il “porto di Roma” che si trova a Civitavecchia, l'aeroporto di Fiumicino, il centro agroalimentare di Guidonia e il nodo ferroviario che verrà realizzato a Passo Corese. Inoltre è necessario tenere conto di un dato demografico: attorno alla cintura di Roma ci sono sette città che superano i 50.000 abitanti e una quindicina sopra i 30.000.

Infine, per il presidente di Confindustria Lazio, Maurizio Stirpe occorre pensare all'area metropolitana cercando di privilegiare le specificità del territorio con un forte ammodernamento dell'apparato infrastrutturale. È necessario inoltre limitare la storica contrapposizione tra Roma e le altre province cercando di far prevalere gli elementi di unione a quelli di divisione.

“Il destino di Roma non può essere diverso da quello delle province, e viceversa” , questa è la tesi del Presidente di Confindustria Lazio. Per fare ciò, secondo Stirpe, bisogna capire "cosa vogliamo fare da grandi: ci sono due rette parallele, la Orte-Cassino e la Montalto-Formia. Sulla prima continueranno i settori della old economy, come il manifatturiero classico. L'agroenergetico e il turistico si concentreranno invece lungo la direttrice tirrenica, che purtroppo non e' ancora sviluppata".

Al netto di tutte queste considerazioni un dato appare evidente. La dimensione istituzionale più funzionale ad un nuovo sviluppo economico e sociale sembra essere quella dell’area metropolitana provinciale di Roma, un ponte necessario per le altre province del Lazio e forse per l’intera Regione.