Taxi, no del Tar: tutto da rifare

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Il Tar del Lazio accoglie il ricorso del Codacons e obbliga il Comune a fermare gli aumenti delle tariffe taxi. La notizia arriva a pochi giorni dalla decisione della commissione di saggi e dopo un ininterrotto coro di polemiche politiche e con i cittadini.

A nulla erano servite la bocciatura dell’Antitrust, né le minacce di azioni collettive, né il coro di proteste politiche. E’ stato il giudizio del tribunale amministrativo a sentenziare l’ingiustizia delle nuove tariffe. E così Luigi Tosti, presidente della II sezione ha accolto le richieste avanzate dal Codacons e dall’Associazione utenti dei servizi pubblici, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale consumatori. Senza l’intervento del Tar gli utenti dei taxi di Roma e tutti i viaggiatori provenienti da Fiumicino avrebbero dovuto sorbirsi aumenti fino al 54% in più sulle vecchie tariffe.

Soddisfatta la reazione del centrosinistra capitolino con il consigliere del Pd Valeriani: La bocciatura da parte del Tar degli aumenti alle tariffe dei taxi firmati Alemanno è l'ennesimo schiaffo per il sindaco. Non passa giorno che questa amministrazione va incontro a incidenti di questo tipo, che denotano una superficialità nell'azione di governo da far paura. Speriamo a questo punto che tutta la vicenda venga ridiscussa, al fine di evitare questi nuovi aumenti che colpiscono i cittadini”.

Disponibile al confronto il capogruppo Pd in consiglio comunale Marroni, che spiega: “La decisione odierna del Tar del Lazio è una prima vittoria. Ora è necessario riaprire subito un tavolo di confronto e ridiscutere tutta la materia approfondendo soluzioni meno onerose per i cittadini, più vantaggiose per i tassisti e per la qualità del servizio di taxi a Roma". Dal lato della maggioranza si leva la voce del sottosegretario ai beni culturali Giro per il quale “Il sindaco Alemanno in questa vicenda ha dimostrato assoluto rigore e cautela. Se ora occorre ripartire daccapo, nessuno può parlare di vinti o vincitori in una vicenda dove i problemi ci sono e restano ancora in piedi”. 

Il "flop tariffe" è dunque sancito, ma la patata bollente torna agli amministratori, Alemanno e Aurigemma in primo luogo, che dovranno vedersela ora con una sempre più difficile mediazione. (5web)