Il Tar annulla i provvedimenti del Commissario per i mondiali di nuoto 2009

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Il Commissario straordinario delegato in occasione dei mondiali di nuoto del 2009, Claudio Rinaldi, non aveva «alcun potere di rilasciare il permesso di costruire per la realizzazione dei singoli interventi edilizi in luogo della competente amministrazione comunale». Ne consegue che i provvedimenti da lui adottati sono da ritenersi «nulli».

Così il Tar del Lazio pronunciandosi sul ricorso presentato dal Salaria Sport Village e dal circolo Canottieri Aniene, due delle strutture già coinvolte nell'inchiesta della Procura di Roma su presunti abusi edilizi realizzati per gli ampliamenti degli stessi circoli in vista delle competizioni sportive natatorie. In particolare, alla I sezione del Tar del Lazio, presieduta da Giorgio Giovannini, i ricorrenti chiedevano di annullare alcuni provvedimenti emessi dall'amministrazione comunale tra cui quello dell'11 gennaio 2010 con cui il Campidoglio rivendicava la competenza a rilasciare le autorizzazioni in questione.

La sentenza dei giudici amministrativi potrebbe incidere sul processo penale che prenderà il via il 5 aprile e che vede sul banco degli imputati per abuso edilizio, tra gli altri, Rinaldi, l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, l'imprenditore Giovanni Malagò e altre trenta persone. La nullità delle autorizzazioni era già stata sostenuta dai pm titolari dell'inchiesta sin dal maggio del 2009, quando furono apposti i sigilli al Salaria Sport Village e ad altri sei circoli.

Questo ed altri provvedimenti della giustizia penale sono citati nella sentenza del Tar, in cui si sottolinea che il punto centrale della questione è «l'accertamento della liceità e della legittimità dell'intervento edilizio realizzato per lo svolgimento dei campionati del mondo di nuoto». Nello sciogliere la questione i giudici amministrativi affermano come «l'ordinanza con cui il Presidente del Consiglio dei Ministri ha autorizzato il Commissario delegato, ove indispensabile, a derogare ad una pluralità di disposizioni normative non sia suscettibile di estensione alcuna – si legge nella sentenza – Le norme che il Commissario delegato è stato autorizzato a derogare sono solo e soltanto quelle espressamente indicate» e «l'interpretazione deve essere esclusivamente letterale».

La sentenza del Tar del Lazio comunque avrà effetti su tutte le strutture sportive che hanno avuto autorizzazioni a svolgere lavori di ampliamento in vista dei mondiali da parte del commissario straordinario nominato ad hoc per l'evento sportivo. Per quanto concerne la posizione del circolo Canottieri Aniene Associazione Sportiva Dilettantistica, la struttura sportiva non è intervenuta direttamente nel giudizio davanti ai giudici amministrativi.