Emergenza casa: annunci fantasiosi, realtà drammatiche

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Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare, ma soprattutto c'è la possibilità di realizzare quanto già stabilito negli anni precedenti senza perdersi nei sogni di mega progetti che richiedono tempi lunghi. O peggio, nel delirio di fantasiosi annunci che hanno il solo obiettivo di gettare fumo negli occhi ad una opinione pubblica delusa dagli scandali e dall'immobilismo di una amministrazione capitolina inerte ed inefficiente dopo quasi tre anni di governo. Ma non tutti avvertono che la foga declamatoria di Alemanno, sostenuta dagli schiamazzi dei suoi supporters ed avvallata da chi, grazie ad Alemanno, ha messo le mani sui gangli del potere capitolino, fa velo alla incapacità della sua amministrazione.

E' il caso dell'edilizia convenzionata e dell'emergenza abitativa a Roma, temi scottanti, tragici per i loro risvolti sociali, annegati nella palude delle chiacchiere e delle promesse, alimentate oggi anche dal 'miracoloso' piano casa del vice presidente della Regione Luciano Ciocchetti. Mancano le aree, lamentano gli interessati patiti della cementificazione ad oltranza, tocca concedere maggiori cubature, aggiungono i padroni della speculazione, e tutto si perde in inutili convegni improvvisate conferenze stampa, fra le nebbie oppiacee di annunci  epocali, senza che nessuno si chieda: ma questa amministrazione ha realizzato almeno quanto messo in cantiere pochi anni prima? Domanda banale che potrebbe ferire l'orgoglio corrucciato di un sindaco che ha preteso di sbaraccare tutto quanto fatto dai suoi predecessori in nome del  radicale rinnovamento, della sua rivoluzione 'nera', cui sopravvivono brandelli di potere spartiti o contesi nella guerra fra le bande  del PdL. 

Ecco di seguito un esempio di palese inettitudine amministrativa. Nel non lontano  2006, per la precisione il 27 ottobre, una delibera del Consiglio Comunale, “nel quadro di interventi di riordino e riqualificazione edilizia ed urbanistica, di edilizia residenziale”, dava il via libera alla realizzazione per opere  “di edilizia residenziale con cessione di alloggi al comune di Roma, per far fronte all'emergenza abitativa.” In sostanza il comune cedeva aree da riqualificare in cambio di alloggi quale prezzo per la valorizzazione di quelle aree.. Parliamo di 2195 alloggi distribuiti fra 12 municipi della Capitale. Un bel po' di famiglie da sistemare a canoni equi e parecchi cantieri da avviare in zone spesso degradate. Certo, per arrivare ai cantieri veri ne propri tempo ce ne vuole. Ciò nonostante, con diligente modestia, l'amministrazione del famigerato Veltroni si mette all'opera  per completare l'iter amministrativo. E non ci impiega poi nemmeno tanto. Infatti il 22 febbraio del 2008, 14 mesi dopo, viene stipulato l'accordo di programma con la Regione, dove peraltro governava l'esecrato Marrazzo.

L'accordo prevede fra l'altro  che  “per quanto concerne gli alloggi da trasferire all'amministrazione, il proponente (il costruttore) dovrà cedere gratuitamente la parte degli immobili realizzati in loco (o eventualmente in altro sito), commisurata alla valorizzazione immobiliare derivante dalla modifica urbanistica, oppure vendere gli alloggi al prezzo scontato del beneficio della valorizzazione delle aree concesse” In soldoni: io ti consento di costruire su terreni da riqualificare che si valorizzano e tu mi dai in cambio appartamenti per l'edilizia convenzionata o calmierata. Si parla di decine di milioni veri a carico dai numerosi costruttori indicati nell'accordo. Dal 21 marzo del 2008, il giorno dopo l'accordo di programma, sarebbe già stato possibile firmare le convenzioni per  avviare i cantieri senza oneri e solo vantaggi per la collettività.

Mettiamo pure in conto la successiva campagna elettorale, consentiamo  al sindaco di smaltire la sbornia della vittoria fra il tripudio di saluti romani e tassisti in delirio. Si aggiungano anche i tempi per la formazione della giunta , ma poi? Poi passano gli anni, ormai tre, e delle convenzioni poco si sa, per non parlare dei cantieri che non ci pare svettino ancora nelle periferie capitoline. Ma anche se il nostro fosse un abbaglio, e sinceramente non lo riteniamo, ragione di più per chiedere ad Alemanno, quante convenzioni sono state sottoscritte ad oggi e quanti cantieri avviati dopo ben tre anni.  Il dubbio ci assale anche perchè dell'imminente realizzazione di quegli oltre 2.000 alloggi popolari, non abbiamo avuto alcun riscontro da quella permanente zampogna mediatica che generalmente accompagna le immaginifiche esternazioni del nostro sindaco.  O forse si è preferito sottacere la faccenda  per non dare alla amministrazione Veltroni il merito di aver fatto qualcosa di buono? Strano, visto che Alemanno 'terminator' dei progetti e degli impegni assunti dai suoi predecessori ancora ci campa, ovviamente facendoli tutti suoi con innata modestia.

(continua)

 

Giuliano Longo