Rifiuti, quel piano che non va

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Il piano dei rifiuti, approvato dalla giunta regionale, «non è sufficiente ad assicurare il rispetto degli obblighi di diritto dell'Unione Europea gravanti sull'Italia». A dirlo sono i radicali del gruppo consiliare Lista Bonino Pannella – Federalisti europei della Regione Lazio. Si tratta di un piano che «non consente di individuare i luoghi adatti allo smaltimento dei rifiuti, in particolare quelli pericolosi».

In una conferenza stampa sono stati illustrati i punti critici del piano rifiuti della Polverini. Presenti Giuseppe Rossovita, Rocco Berardo, Massimiliano Iervolino e il segretario dei Radicali italiani Mario Staderini. Il piano, secondo gli astanti, ne contiene due, entrambi sbagliati: il primo fissa come obiettivo al 2011 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata, il secondo nasce dall'ipotesi di avere negli anni una crescita inerziale sia di produzione dei rifiuti che di percentuale di raccolta differenziata.

L'uno è irrealizzabile, l'altro non in grado di individuare i luoghi adatti allo smaltimento dei rifiuti. Innanzitutto il livello di raccolta differenziata al 60% è puramente velleitario. Infatti, se le percentuali di riciclo nel 2008, riportate dal testo della Giunta, sono per tutta la regione del 15%, per Roma del 16%, per Frosinone del 6%, solo per citarne alcune, come si può pensare di raggiungere il livello del 60% nel 2011? Lo scenario di controllo invece prevede la costruzione di impianti di termovalorizzazione e di trattamento meccanico biologico entro il 2014, senza fare cenno a dove andranno a finire i rifiuti nel frattempo.

Uno scenario «appositamente lacunoso», dicono i radicali, visto che l'unica soluzione praticabile è quella di Malagrotta, discarica che viola le direttive europee. E ancora nel piano non si fa nessun riferimento alla problematica economica che impedisce ai comuni di ricorrere alla differenziata. Per quanto riguarda Roma poi, i radicali denunciano la politica di Alemanno che ha svenduto la salute dei cittadini, non occupandosi della differenziata che resta ferma al 20%. A tutto ciò i radicali contrappongono la loro proposta di legge, improntata alla visione del rifiuto come risorsa e alla responsabilizzazione del cittadino. Una pro- posta che prevede incentivi economici per ottenere il massimo del riuso dei rifiuti urbani.

 

Francesca D'Amico