Cauto ottimismo sulla ripresa nel Lazio

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Secondo un'analisi del centro studi di Confindustria pubblicata sul nuovo numero del periodico "Fare impresa" per l'anno in corso ci sarà una leggera ripresa dell'economia regionale. Infatti, dopo la frenata rilevata nel secondo trimestre del 2010, in autunno la congiuntura economica sembra dare segnali di miglioramento e le attese degli imprenditori per il 2011 sono più ottimistiche.

Nel terzo trimestre del 2010 cresce il numero di imprese registrate e aumenta la disoccupazione del +1,9%; in termini assoluti le persone in cerca di occupazione salgono a 219 mila. Come già altre ricerche segnalano è invece positivo il dato sull'internazionalizzazione delle imprese: le esportazioni della regione sono cresciute del 23,3% a fronte di un incremento nazionale pari al 14,3%. I flussi totali risultano pari a 10.752 milioni di euro ed il principale destinatario delle merci della regione continua ad essere l'Ue a 27 membri con il 59,2%. Tuttavia, nonostante il trend favorevole, le imprese laziali faticano ancora ad entrare nei mercati più dinamici e nuovi.

Si rileva, inoltre, la necessità di una crescita dimensionale delle aziende e di cambiamenti tecnologici ed organizzativi per poter essere più competitive nei mercati esteri. La situazione del credito è meno rosea: dal lato della domanda, a giugno 2010, si rileva una diminuzione dell'1,6% dei prestiti bancari totali. Nel dettaglio, la contrazione del credito alle imprese è pari all'8% ed il dato sale a – 8,6% per quelle medio-grandi, mentre si attesta sul -1,2% per le piccole. Migliorano invece le condizioni di offerta del credito e si rilevano segnali di allentamento nei criteri di concessione dei prestiti per le piccole e medie imprese.

Nonostante il miglioramento per le PMI, le difficoltà di accesso al credito continuano ad essere il principale ostacolo alla crescita e limitano il numero di investimenti, in quantità ed in qualità. Per uscire definitivamente dalla crisi è necessario che le imprese tornino ad investire, soprattutto in innovazione, per garantire livelli adeguati di produzione nonché per ridare slancio all'andamento occupazionale.

 

Renato Mariano