Del Balzo in aula malgrado la sospensione. Ed è polemica

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È bufera al Consiglio regionale sulla mancata comunicazione del Decreto del Presidente del Consiglio che disponeva la sospensione del consigliere Romolo Del Balzo indagato a Minturno nell’inchiesta sui rifiuti.

L’esponente del Pdl, arrestato a ottobre nell'ambito di un'inchiesta sul riciclaggio di rifiuti nel Basso Lazio, era stato successivamente scarcerato ma con obbligo di firma. A dicembre Berlusconi aveva firmato il decreto per la decadenza della carica secondo quanto previsto dalla legge. Il consigliere, tuttavia, una volta scarcerato è tornato in Consiglio.

“Perché il Consiglio regionale non è stato informato dal suo presidente?” ha tuonato il capogruppo del Pd in Regione Esterino Montino durante i lavori del Consiglio, chiedendo poi al gabinetto del ministero dell’Interno un parere circa la sussistenza del provvedimento.

Il presidente del consiglio Mario Abbruzzese ha provato a smorzare i toni spiegando: “Ho ricevuto il decreto il 27 dicembre. Ho ritenuto di non comunicarlo all'Aula perché era già avvenuta la sospensione della custodia cautelare del 16 dicembre”.

Pronta anche la replica di Del Balzo che ha liquidato la questione come mero attacco politico: “Io sono stato scarcerato il 16 dicembre, per cui è solo un problema di burocrazia: l’obbligo di firma non comporta la sospensione dall’incarico di consigliere regionale”.

Di tutt’altro avviso è il capogruppo e segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio: “Il presidente del consiglio regionale aveva l'obbligo di informare l'Aula di questo decreto in quanto il suo valore è tutt'altro che decaduto. L'obbligo di firma, misura alla quale è tuttora sottoposto il consigliere Del Balzo, è a tutti gli effetti una misura restrittiva e quindi dovrebbe automaticamente sancirne la sospensione. Lo ha deciso il presidente del Consiglio dei ministri, non noi. Numerosi provvedimenti varati da questo Consiglio, votati ignorando questo decreto, rischiano ora l'annullamento”.